È morto stamattina a Sassari all’età di 78 anni Mario Casu, presidente regionale del Centro sportivo italiano, ente di promozione sportiva nato negli anni ’40 e che nel capoluogo turritano è stato fondato da Antonio Segni e Francesco Cossiga, ex presidenti della Repubblica.

La morte di Casu rappresenta una grave perdita per Sassari e per l’Isola avendo contribuito nei decenni a far crescere la pratica sportiva prima come dirigente dell’associazione del Sant’Apollinare, nata intorno al 1980, poi con il Csi, di cui ha guidato il comitato cittadino dal 2008 al 2016, per poi diventare, come scritto, il presidente regionale, carica a cui avrebbe tra l’altro concorso di nuovo nelle prossime elezioni in programma a febbraio.

«Mario - afferma Giuseppe Porqueddu, presidente del comitato Sassari - era un uomo la cui filosofia era quella di rendere lo sport accessibile a tutti. Credeva nell’inclusione, nei progetti a favore delle persone con disabilità. Uno, voluto da lui, è stato finanziato da poco dalla Regione». Ma sosteneva sempre anche un altro concetto: «Voleva combattere i cattivi maestri, quelli a cui interessa soltanto il risultato, a cui non importa di far crescere gli allievi».

Casu nutriva anche la passione per l’archivistica perché «diceva che senza il passato non si può creare il futuro».

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