Rossella rapita e venduta per una casaMa Al Qaeda nega: "Non l'abbiamo noi"
Qualcosa si muove dopo l'arresto di due presunti rapitori della giovane cooperante di Samugheo. Da Roma e Madrid sono partiti alcuni emissari.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Venduta ad al Qaeda per comprarsi una casa. È questo il baratto tra i sequestratori saharawi e la cellula terroristica maghrebina che dal 23 ottobre ha nelle mani Rossella Urru e i due colleghi spagnoli, rapiti nel campo profughi Rabboni tra l'Algeria e l'ex Sahara occidentale spagnolo.
GLI INTERROGATORI - I particolari del sequestro vengono fuori giorno dopo giorno dagli interrogatori dei due rapitori (essi stessi profughi saharawi) arrestati dalla polizia della Mauritania lunedì scorso nella città di Nouadhibou. Le notizie filtrano dai media arabi che l'agenzia internazionale Aki riporta con puntualità grazie al lavoro del giornalista Hamza Boccolini il quale quotidianamente segue e traduce televisioni, giornali e principali siti in lingua araba. Il giornale marocchino "al-Alam" riporta che le autorità di Roma e Madrid hanno inviato delle persone a Nouadhibou nella speranza di poter individuare il luogo nel quale vengono tenuti la giovane di Samugheo e i due spagnoli, e che la Spagna sarebbe pronta anche a mandare una squadra delle forze speciali per arrivare al covo dei rapitori.
SMENTITA - Ma Al Qaida per il Maghreb Islamico (Aqmi) ha smentito, secondo la stampa spagnola che ha citato l'Agenzia mauritana Ani, di essere responsabile del sequestro di Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli, rapiti a fine ottobre nel campo profughi di Tinduf. Al Qaida per il Maghreb Islamico (Aqmi) ha inviato questo pomeriggio al quotidiano El Pais le foto degli ultimi cinque ostaggi occidentali che afferma di avere ancora nelle sue mani per confermare, secondo il quotidiano spagnolo, di non avere sequestrato i due cooperanti spagnoli e l'italiana Rossella Urru, rapiti a fine ottobre nel campo profughi di Tinduf, nel sud dell'Algeria. L'edizione online del giornale di Madrid pubblica due foto dei cinque ostaggi, due francesi rapiti il 24 ottobre nel nord del Mali, e un sudafricano, uno svedese e un olandese sequestrati il giorno successivo a Timbuctu. In un comunicato inviato con le foto Aqmi, riferisce El Pais, nega nuovamente "qualsiasi responsabilità nel sequestro degli europei nel campo di Tinduf".
IL SINDACO - "Ho saputo della smentita di Al Qaida, ma sinceramente non so cosa pensare, se sia una cosa positiva o negativa". E' il commento di Antonello Demelas, sindaco di Samugheo paese natale di Rossella Urru alla notizia che Al Qaida per il Maghreb islamico ha fatto sapere di non avere niente a che fare con il rapimento della cooperante sarda rapita a fine ottobre assieme a due colleghi spagnoli in un campo profughi del popolo Saharawi. "Non ho ancora avuto modo di parlare di questa notizia con i genitori di Rossella, ma in questi giorni sono tante le notizie che si rincorrono e davvero abbiamo tutti molte difficoltà a valutarle" ha spiegato il sindaco di Samugheo che in queste settimane è stato una delle persone più vicine ai familiari di Rossella. Sulla stessa linea il parroco del paese don Alessandro Floris, anche lui sempre vicinissimo ai genitori di Rossella: "Li vedrò domani mattina, ma è difficile capire se la smentita di Al Qaida è una buona o una cattiva notizia. E' una notizia comunque preoccupante, perché non sappiamo niente di preciso sulla sorte di Rossella e questo non può che aumentare la preoccupazione di tutti". Intanto, i familiari di Rossella mantengono il silenzio che si erano imposti fin dal primo giorno del sequestro. Silenzio che non hanno rotto neppure due giorni fa, quando hanno partecipato per la prima volta a una manifestazione, un corteo organizzato dagli studenti delle scuole superiori di Oristano, per la liberazione di Rossella. Nessun commento da parte dei familiari neanche sul sito www.rossellaurru.it sul quale arrivano ogni giorno nuove testimonianze di solidarietà da ogni parte d'Italia e non solo.