Rifiuti ingombranti, la Regione bacchetta i Comuni sardi: «Troppi errori nella raccolta»
L’assessorato: «Conferiti anche fuochi d’artificio che hanno innescato incendi nei centri di smistamento». E arriva un vademecum per evitare il caosRifiuti ingombranti
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Tra i rifiuti ingombranti sono finiti anche fuochi d’artificio che hanno innescati incendi nei centri di raccolta. Ed è accaduto spesso che i conferimenti siano stati respinti perché non conformi: erano secco indifferenziato. Una confusione che ha portato a verbali di sopralluogo che hanno bocciato la gestione del materiale. Così la Regione richiama all’ordine i Comuni della Sardegna, con indicazioni operative pensate per evitare roghi e confusione nella gestione di questo tipo di scarti.
In realtà, viene fatto sapere dall’assessorato all’Ambiente, non esiste una definizione normativa per i rifiuti ingombranti. Tuttavia viene sottolineato che tra gli addetti ai lavori diventa “ingombrante” «un rifiuto residuo di grandi dimensioni che non trova collocazione nelle altre raccolte differenziate. In altri termini, è considerato “ingombrante” il rifiuto che residua da tutte le raccolte differenziate, compresa quella del secco indifferenziato, e che, per le sue dimensioni, non può essere conferito nell'ordinario circuito del porta a porta, come, ad esempio, materassi e mobili, espressamente richiamati dalla normativa».
L’assessorato fa un elenco di massima: «Raee suddivisi nei cinque raggruppamenti previsti dalla normativa, arredi dismessi, materassi, ingombranti in plastica dura, ingombranti metallici». Da via Roma chiedono inoltre di «promuovere un'adeguata formazione degli operatori dei centri di raccolta e del personale , quale strumento essenziale per favorire la corretta e uniforme applicazione» delle direttive.
(Unioneonline/E.Fr.)
