Sinnai, passaggio di campana Lions Club
Carlo Corda subentra a Andrea OrrùPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Passaggio di campana al Lions club col rinnovo delle cariche annuali. Al presidente uscente, l'avvocato Andrea Orrù, è subentrato Carlo Corda, socio fondatore che ha rivestito in precedenza diversi incarichi nello stesso direttivo del club. La cerimonia si è svolta alla presenza della sindaca Barbara Pusceddu, delle cariche lionistiche della circoscrizione e dei Clubs Lions di zona e dei rappresentanti delle associazioni locali.
In un clima di cordialità e di amicizia il presidente uscente Andrea Orrù ha illustrato le attività svolte nell’annata trascorsa, iniziative improntate al coinvolgimento della rete associativa locale, al sociale e alla tutela del patrimonio ambientale. La cerimonia è stata inoltre allietata dall’ingresso di un nuovo socio nel Lions Club Sinnai, l’architetto Tullio Angius.
Dopo lo scambio rituale del martelletto, è stato formalizzato il passaggio di responsabilità tra il presidente uscsnte e il suo successore. Carlo Corda ha anche presentato il direttivo che lo accompagnerà nell’annata 2026/2027. <Rinnoviamo l’impegno del Lions Club Sinnai- ha detto Corda- alla costruttiva cooperazione con i Clubs Lions, alla realizzazione di iniziative volte al sociale, alla valorizzazione e tutela della cultura e dell’ambiente locale, in collaborazione con le istituzioni e con il coinvolgimento della rete di associazioni locali.
Tra le ultime iniziative del Lions Club Sinnai, da sempre attento al territorio e al patrimonio naturalistico, da ricordare il recupero e valorizzazione di un monumento naturalistico presente nella Foresta Demaniale dei Sette Fratelli “Sa rocca de sa pippia”. Il monumento legato alla storia e alle leggende locali era stato nei decenni scorsi sporcato e vandalizzato. Nell'occasione, il 16 maggio scorso, è stato posizionato un pannello illustrativo che racconta i processi geologici che hanno condotto alla formazione del massiccio del Sarrabus. Ma anche la successiva azione di erosione perpetrata nei millenni dagli agenti atmosferici che ha determinato la sagoma di grandi massi granitici anche di dimensioni eccezionali come, appunto, "Sa perda de sa pippia". Lo stesso pannello racconta anche la storia più recente del monumento naturale che per le sue eccezionali dimensioni ha attratto da sempre l’attenzione della popolazione locale, genti legate a una economia montana, dedita alla pastorizia e alla produzione del carbone, che attraverso leggende, hanno unito le loro storie di vita alla grande pietra attraverso racconti più o meno felici narrati nel pannello illustrativo.
