Sestu, l’odissea di una disabile: «Negato il parcheggio sotto casa»
Avrebbe bisogno di un posto assegnato davanti a dove vive, ma le richieste sono state sempre respintePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un parcheggio sotto casa, personalizzato. Questa la richiesta portata avanti da Erika Foddis, 29 anni, di Sestu, in nome della sorella Eulalia, 33 anni. Le due abitano in un vicolo in via Donizetti ed Eulalia, che si serve di stampelle per camminare, avrebbe bisogno di un posto assegnato per parcheggiare davanti a dove vive. Ma, nonostante tante richieste, non lo ha avuto e le due sono pronte alle vie legali. «Avevamo già inviato una richiesta tramite pec al comando della Polizia Locale, poi ci siamo recate nei loro uffici e abbiamo avuto anche due incontri con la sindaca in Comune. Inizialmente ci avevano lasciato qualche speranza. Ma alla fine sembra che sia impossibile e anche la stessa sindaca ce l’ha negato», dichiarano.
Purtroppo gli spazi nel vicolo o in quel tratto di strada non sarebbero sufficienti. C’è invece uno stallo per persone con disabilità generico in via Caboni, a 50 metri da casa di Eulalia; e un altro in via Donizetti, poco più avanti. «Ma sono troppo lontani e sempre occupati. In questa via ci sono un caf e un parrucchiere, un continuo via vai. Mia sorella spesso deve parcheggiare anche in via Piave e per lei non è certo una passeggiata», racconta Erika che si batte da mesi per questa causa.
Le due sorelle hanno presentato al Comune l’istanza di un avvocato. Qui si legge che «il diritto alla mobilità delle persone con disabilità è tutelato dall’articolo 38 della Costituzione». Inoltre, «come affermato dal Tar Lombardia - Milano, sentenza n. 1847/2013, il diritto a ottenere un’area riservata di sosta presso la propria abitazione, qualora sussistano i presupposti di legge, costituisce un diritto oggettivo che l’amministrazione comunale è tenuta a riconoscere e soddisfare». In breve un parcheggio personalizzato col numero del pass di chi lo usa, come si vedono in altri Comuni.
«Se l’istanza non bastasse siamo pronte a ricorrere al Tar», continua Erika. Si può trovare una soluzione per dare ad Eulalia l’autonomia che le spetta? «Sono innanzitutto dispiaciuta per il disagio che sta vivendo, come amministrazione inoltre abbiamo ricevuto le segnalazioni della nostra concittadina e stiamo verificando tutta la situazione con gli uffici», dichiara la sindaca Paola Secci.