Sant’Amatore e Sagra della lumaca, cala il sipario su una doppia festa da record a Gesico
Nel bilancio trovano spazio anche gli espositori, diminuiti rispetto allo scorso anno, ma parte di un’offerta che contribuisce ad animare il paesePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una tradizione che attraversa i secoli, una sagra che continua a richiamare visitatori e turisti e un paese che, per gran parte del mese di ottobre, si trasforma in un punto di riferimento per il territorio. Gesico si prepara a chiudere la 405ª edizione della Festa di Sant’Amatore vescovo e martire africano e la 34ª Sagra della lumaca, una doppia ricorrenza che unisce fede, gastronomia, spettacoli e valorizzazione delle tradizioni locali. I primi bilanci parlano di un’edizione dai numeri importanti. A sottolinearlo è Carlo Carta, storico presidente della Pro loco, che invita a non dare mai per scontato il risultato raggiunto.
«Non era assolutamente un risultato ovvio, e non lo sarà mai!», osserva, evidenziando il valore di una manifestazione che, anno dopo anno, riesce a rinnovarsi mantenendo saldo il legame con la propria storia. «A colpire - continua Carta - non è soltanto la presenza di numerosi visitatori e turisti, ma anche la quantità di lumache cucinate e vendute vive, un risultato significativo soprattutto alla luce della siccità che ha caratterizzato l’annata». Elementi che confermano il richiamo della sagra e il ruolo di un prodotto diventato uno dei simboli più riconoscibili di Gesico.
Nel bilancio trovano spazio anche gli espositori, diminuiti rispetto allo scorso anno, ma parte di un’offerta che contribuisce ad animare il paese e ad arricchire il programma della manifestazione. E mentre si cominciano a tirare le somme di un’edizione ricca di contenuti e di prospettive per il futuro, resta l’ultimo appuntamento con la dimensione religiosa della festa. Domenica 25 ottobre il momento conclusivo sarà in parrocchia, con la messa delle 10 celebrata da don Efisio Zara. Al termine della celebrazione, la reliquia del cranio di Sant’Amatore verrà tolta dal reliquiario ligneo e deposta nella teca ricavata nel muro della cappella dedicata al santo martire africano. Un gesto che segnerà la conclusione della ricorrenza religiosa e riporterà al centro il significato più profondo di una festa che, da oltre quattro secoli, rappresenta un riferimento per la comunità.
