Stop da oggi alla raccolta della plastica a San Vito (disservizio in mezza Sardegna per l’impossibilità dell'impianto e della Corepla di stoccare ulteriori rifiuti) e l’opposizione passa all’attacco. «Non si può scaricare la colpa sempre su terzi – sottolinea il capogruppo Alberto Cuccu -  La verità è che i cittadini di San Vito pagano le tasse per un servizio che non ricevono e sono costretti a tenersi i rifiuti in casa in pieno agosto».

Il gruppo di minoranza precisa che al centro della protesta ci sono due questioni precise: l'assenza cronica di un ecocentro comunale e la richiesta di rimborsi fiscali per la cittadinanza. «Il blocco degli impianti Corepla è un problema regionale, ma l'assenza di un ecocentro a San Vito è una colpa esclusiva di chi amministra», incalzano i consiglieri. «Se avessimo avuto un'isola ecologica o un centro di stoccaggio comunale funzionante, come avviene in altri territori, avremmo potuto gestire l'emergenza internamente ed evitare che il paese si trasformasse in una discarica a cielo aperto sotto il sole estivo».

L'opposizione chiede risposte immediate e tutele economiche: «I cittadini pagano una Tari elevata per avere la raccolta porta a porta. Se il servizio si interrompe a tempo indeterminato, pretendiamo che l'amministrazione applichi d'ufficio uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale ai giorni di disservizio. Non accetteremo scuse: il Comune deve tutelare la salute pubblica e le tasche dei contribuenti».

Il primo cittadino Marco Antonio Siddi ha ribadito più volte che il disservizio «non dipende assolutamente dall'amministrazione comunale, ma come a San Vito il problema si manifesta in tutta la Sardegna».

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