«Questa Sagra non è soltanto un appuntamento nel calendario, è il nostro modo di stare al mondo. È il profumo delle arance che ci ha fatto crescere, è il lavoro delle mani che non si sono mai arrese, è la memoria che diventa futuro. A chi verrà a trovarci auguro di portare via qualcosa che non si compra: un sorriso vero, una stretta di mano sincera, il calore di una comunità che sa ancora riconoscersi. E ai nostri ragazzi dico di guardare questa festa con occhi attenti, perché dentro c’è la loro storia e, se lo vorranno, anche il loro domani». Così il sindaco di Muravera Salvatore Piu affida alla 52esima Sagra degli Agrumi il suo augurio più autentico, che è insieme invito e dichiarazione d’identità.

La Sagra, iniziata ieri 16 aprile, proseguirà fino al 19 con una coda il 24 e 25 aprile. Oggi, venerdì 17 aprile, è una giornata scandita da laboratori, iniziative culturali e appuntamenti diffusi, fino al concerto serale dei Dilliriana in Piazza Europa. Domani, sabato 18 aprile, Sa Festa (così viene chiamata dai sarrabesi), cambia passo: spazio a visite guidate, attività didattiche e spettacoli, tra cui la rassegna teatrale curata dalla compagnia “La Forgia”, affiancata dal Coro “Le Voci del Mare” e dall’Asd Sugarfoot.

Domenica 19 aprile resta il momento centrale. Dalle 10.30, via Roma diventerà il palcoscenico della grande sfilata, quella attesa da tutti: gruppi folk, maschere tradizionali, le immancabili “etnotraccas”, suonatori e cavalieri arrivati da tutta l’isola costruiscono un racconto collettivo che tiene insieme identità e appartenenza. Un lungo corteo, che, come sempre, racconterà il Sarrabus e l'intera Sardegna, tra costumi, suoni e rievocazioni. Nel pomeriggio, piazza Europa ospiterà le esibizioni dei gruppi danzanti, chiudendo la giornata più attesa.

Venerdì 24 aprile è in programma il concerto di Francesco Baccini, mentre sabato 25 aprile la chiusura è affidata allo spettacolo comico di Alessandro Pili, il celebre “sindaco di Scraffingiu”, preceduto da una giornata tra ambiente e sport, con escursioni, passeggiate negli agrumeti e attività all’aria aperta.

A fare da trama continua sono le “pratzas”, cuore diffuso della manifestazione: case e cortili che si aprono ai visitatori, trasformandosi in luoghi di accoglienza e racconto, dove la gastronomia locale diventa esperienza diretta. Da Casa Vargiolu a Casa Shardana, da Casa Serpau a Domu Elvira fino a Sa Coxina de tzia Italina, il percorso si costruisce passo dopo passo, tra sapori e tradizioni.

© Riproduzione riservata