Escalaplano sarà protagonista domenica 10 maggio con "Monumenti aperti": da visitare la Casa "Oreste Pili", la chiesa di San Sebastiano martire, la chiesetta campestre di San Giovanni e la necropoli archeologica.

«Con grande soddisfazione rinnoviamo la nostra partecipazione a Monumenti Aperti», ha detto il sindaco Marco Lampis. «L’accoglienza e l’ospitalità che ci contraddistinguono permetteranno ai visitatori di fruire al meglio delle bellezze ambientali, paesaggistiche, archeologiche e storico-culturali del nostro territorio».

Anche per questa edizione i quattro monumenti, simbolo di arte, fede e cultura millenaria, potranno essere visitati grazie alla partecipazione dell’associazione Limen Sarrabus Gerrei APS, delle associazioni locali e dei volontari e volontarie del servizio civile universale.

La Casa della Cultura Oreste Pili (via Sindaco Giovanni Carta 11), inaugurata nel 2021, contiene varie espressioni artistiche, letterarie, fotografiche e pittoriche. L’esposizione offre le opere dei più significativi artisti sardi della prima metà del ‘900, proponendo, fra gli altri, le stampe dei costumi sardi di Enrico Costa, le vedute dei paesi e della città di Cagliari, le illustrazioni di Giuseppe Biasi per il romanzo di Grazia Deledda Incendio nell’uliveto, le xilografie di Mario Delitala, Remo Branca e Giorgio Carta.

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Dalle 9 alle 13 e dalle 14:30 alle 18, il monumento ospiterà anche quest’anno la proiezione di un cortometraggio e un documentario, rispettivamente Padenti/Foresta di Marco Antonio Pani, girato nella foresta Is Pranus di Escalaplano, e Su Boi e su Domadori di Francesco Fadda, sul rito del carnevale a Escalaplano e in Sardegna, tra visione poetica, indagine sulla tradizione e analisi antropologica.

Sarà visitabile la Chiesa di San Sebastiano Martire (via Speranza), risalente al XVII secolo e in stile rinascimentale: è raro un esempio di costruzioni simile in Sardegna. La facciata della chiesa è in stile gotico-aragonese, presenta un prezioso rosone con traforo a raggiera e fregi floreali, ha forma pressoché quadrata ed è costruita con conci di arenaria di piccola e media pezzatura, ed è rifinita da una cornice di conci meglio squadrati e di dimensioni maggiori.

Altro luogo di culto, ma fuori dal centro abitato, è la Chiesa campestre di San Giovanni (loc. Fossada, intersez. SP 115 direz. Orroli) che non ha una datazione precisa, tanto più considerato il fatto che oggi restano solo murature allo stato di rudere. Tuttavia l’orientamento perfettamente a est del presbiterio, unitamente alla tecnica muraria, lascerebbero intendere che si tratti di un edificio rimaneggiato nel XVII o XVIII secolo su uno preesistente medievale. In prossimità dei ruderi si erge la chiesa moderna, edificata negli anni Sessanta del XX secolo.

Nella stessa località, dopo l’esordio della scorsa edizione, torna la necropoli nell’area archeologica San Giovanni – Fossada. Le domus de janas si inseriscono nel contesto culturale della piena età neolitica della Sardegna e ne rappresentano una delle manifestazioni tipiche: sono sette in totale e formano un complesso omogeneo, con ingressi rivolti a sud-ovest verso la valle di Fossada.

Inoltre, per tutta la durata della manifestazione, nei locali del Municipio (via Sindaco Giovanni Carta 18) sarà possibile ammirare la mostra sui costumi sardi tradizionali e telaio e sull’opera scultorea Madre della Libertà dell’artista locale Alfio Sulis, la cui inaugurazione è prevista per le 9. I  monumenti saranno visitabili gratuitamente, domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.

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