Pende su tutti e tre gli indagati l’accusa di omicidio per il delitto di Leonardo Mocci. Non solo i due fratelli di Pirri, ma anche il giovane di Quartu, inizialmente indagato solamente per favoreggiamento. 

Nei giorni scorsi sarebbero già stati tutti sentiti in Procura. Il ragazzo di Quartu, su cui è cambiato il capo di imputazione, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo le ipotesi degli investigatori, sarebbe stato lui a organizzare la trappola che avrebbe attirato in piazza Settimio Severo Leonardo Mocci e un suo amico di Serramanna.

La trappola

Secondo quanto ricostruito, il muratore avrebbe accompagnato l’altro giovane, forse intimorito nel dover andare a quell’appuntamento da solo. Nei parcheggi tra le cinque palazzine color mattone di Monserrato si sarebbe dovuto chiudere un affare importante legato alla droga. Ad attendere però i due ragazzi ci sarebbe stata una banda di rapinatori, che agiva sempre con la stessa modalità.

Attiravano giovani interessati ad acquistare importanti quantità di sostanze stupefacenti per poi aggredirli e portare via il denaro. Nessuna delle precedenti rapine però sarebbe finita nel sangue, come invece è accaduto una settimana fa in piazza Settimio Severo, quando Mocci sarebbe intervenuto per difendere l’amico aggredito finendo per essere ucciso con un unico colpo di pistola partito da una distanza di meno di due metri. L’amico della vittima, anch’egli sentito dagli inquirenti, è riuscito a fuggire a bordo della Panda del muratore.

Roberto Carta

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