Giusto il tempo di riflettere, poi hanno agito. Il Consiglio comunale di Uras è nuovamente in discussione. I sette consiglieri (su 12) che si erano dimessi lo scorso 30 settembre e che avevano chiesto l'annullamento della delibera numero 34 del 14 ottobre scorso, con la quale era stato convocato il Consiglio comunale per la surroga di uno dei dimissionari nonostante non ci fosse il numero legale, chiedendo altresì lo scioglimento dell'assemblea, hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato. Questo dopo che, poco prima di Natale, il Tar ha dichiarato inammissibile il loro primo ricorso, presentato il 20 novembre. La vicenda, dunque, continua. Si conoscerà il verdetto il prossimo 26 febbraio, giorno dell'udienza.

I dimissionari Alberto Cera, Luca Schirru, Rita Piras, Paolo Porru, Anna Maria Dore e Antonio Melis, assistiti dagli avvocati Raffaele e Pietro Soddu, hanno sempre parlato di falsa applicazione dell'articolo 141, di eccesso di potere e di errata applicazione della giurisprudenza. Il Tar, però, aveva risposto che spettava alla Regione disporre lo scioglimento e la nomina del commissario, nonché la sospensione cautelare del Consiglio fino a novanta giorni. Dichiarando inammissibile il ricorso. La Regione, invece, era intervenuta poco prima sostenendo l'esatto opposto e cioè che «all'Ente non sono più attribuiti poteri di controllo di legittimità sugli atti degli enti locali». 

Rita Piras, dimissionaria: «Non potevamo fermarci, è chiaro che c'è un buco legislativo. Il Tar dice una cosa, la Regione un'altra. Ora interverrà un altro Ente. Noi vogliamo che la legge venga rispettata, ecco perché abbiamo presentato un nuovo ricorso. Ma penso anche che non si debba creare un precedente, altrimenti qualsiasi sindaco potrebbe fare come gli pare, senza rispettare le norme».

Il Comune è quindi costretto ancora una volta a difendersi. È di pochi giorni fa la delibera di Giunta per approvare una variazione di bilancio con lo scopo di recuperare le risorse per costituirsi in giudizio. Sono stati stanziati sette mila e 896 euro. Le risorse sono state recuperate dal Fondo per gli interventi per l'infanzia, quello destinato alle attività ludiche. Così si legge nei documenti presenti nell'albo pretorio. Ma c'è un fatto curioso. Non hanno partecipato alla riunione di Giunta gli assessori Luca Olmetto (delega ai Servizi sociali ) e Alessandra Caboni (Istruzione). Entrati dopo che il sindaco, Samuele Fenu, aveva rimosso i suoi ex assessori. Caboni e Olmetto non erano presenti nemmeno alla riunione di Giunta per approvare l'autorizzazione al sindaco a costituirsi in giudizio, l'11 febbraio. 

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