Manca il medico di base, l'Ascot per ora è chiuso e questo fine settimana non sarà attivo nemmeno il servizio di guardia medica. A Uras i cittadini sono soli, senza cure. Ecco perché questa volta hanno deciso di ribellarsi. 

Il Comitato Unisal, nato pochi giorni fa proprio per affrontare l'emergenza sanitaria che ha colpito anche il paese del terralbese, scende in campo con due azioni immediate: una raccolta firme nelle attività commerciali dove questa mattina sono stati distribuiti i fogli e una riunione operativa prevista per domani, a fine mattinata, tra i rappresentanti del comitato e chi ha aderito.

"L'obiettivo  - spiegano Laura Dessì e Elena Caddeo, fondatrici del comitato  -  sarà strutturare al meglio i prossimi passi e definire la strategia da attuare". Iniziative che il Comitato oggi ha voluto annunciare con una lettera di denuncia all'assessorato regionale alla Sanità, ai vertici dell'Asl di Oristano, al Distretto di Ales-Terralba, al prefetto di Oristano e al commissario straordinario del Comune di Uras, Giovanni Basolu. "Nel documento viene chiesto un tavolo di confronto urgente e il ripristino immediato dei servizi minimi essenziali, avvertendo che in mancanza di risposte la comunità è pronta a manifestazioni di protesta permanenti e ad azioni legali - spiegano Dessì e Caddeo - Non parliamo di numeri, ma di anziani, malati cronici e soggetti fragili lasciati al proprio destino. La salute è un diritto costituzionale e difenderlo uniti è un dovere di tutti. La documentazione verrà poi inviata alla direzione della Asl".

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