Si è aperto questa mattina in Corte d'assise a Cagliari il processo a Monica Vinci, 54 anni, rinviata a giudizio per l'omicidio della figlia 13enne, Chiara Carta, avvenuto nella loro casa di Sili, frazione di Oristano, il 18 febbraio 2023.

Davanti alla Corte presieduta dalla giudice Lucia Perra (affiancata dal collega Roberto Cau) è iniziato il confronto tra consulenti e perito, visto che l'imputata ha problemi psichiatrici accertati e il processo deve stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento del gravissimo delitto. Dopo aver ucciso la figlia, la donna aveva tentato il suicidio.
Per primo, sul banco dei testimoni, è salito lo psichiatra Stefano Ferracuti, chiamato dal pm Valerio Bagattini, che ha concluso sostenendo la parziale incapacità d'intendere e di volere dell'imputata. Poi la Corte ha convocato il perito Maurizio Marasco che ha confermato i deliri da schizofrenia della Vinci al momento del fatto, dunque il totale vizio di mente. Infine sarà sentito anche il consulente Giampaolo Pintor, nominato dal difensore Gianluca Aste.

A far scattare l'omicidio (l'adolescenza era stata uccisa con 36 coltellate) era stata una discussione perché la ragazzina si era messa una minigonna, ma dall'esame degli psichiatri è emerso che la donna sentisse le voci del diavolo e fosse gravemente psicotica.

I tre esperti di accusa, difesa e del giudice per le indagini - preliminari si erano già confrontati in incidente probatorio nel corso delle indagini, ma alla fine il Gip aveva disposto il rinvio a giudizio.

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