In volo non per scattare foto ma per seminare il riso. Questa mattina, in un terreno di quattro ettari e mezzo, non lontano dal porto industriale di Oristano, un enorme drone agricolo, del peso di 150 chili, è entrato in azione per seminare le risaie destinate alla varietà Bramante. 

Si tratta di un esperimento storico per la provincia di Oristano, promosso da Coldiretti, che rientra in un programma sperimentale orientato all’ottimizzazione delle risorse e all’aumento dell’efficienza aziendale mediante l’utilizzo di macchinari di ultima generazione.

Una soluzione tecnologica che gli agricoltori del territorio potrebbero presto adottare. Il drone si è sollevato dal terreno di proprietà dell'azienda risicola Ferrari, associata a Coldiretti Oristano, dopo che l'esperto ha eseguito due importanti manovre: la mappatura del terreno, per consentire al drone di capire dove seminare, e l'inserimento dei semi nel serbatoio, che ha una capacità di 110 litri.

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Per il resto, ha pensato tutto il macchinario messo a disposizione dalla Furaito di Varese, azienda specializzata in droni per il settore agricolo.

«I vantaggi principali offerti dal drone, che nel caso della semina lavora a 5 metri dal suolo con un raggio d'azione di 9 metri, sono la non compattazione del terreno, nel senso che si evitano i solchi all'interno del campo -  spiega il tecnico Roberto Ferrarin, che oggi ha manovrato il drone - C'è poi una velocità di intervento molto rapida. Un altro grande vantaggio è che l'agricoltore può intervenire in qualsiasi momento con il drone, anche quando i campi sono allagati. E poi non dimentichiamo il risparmio. Non c'è più il gasolio, ma solo la ricarica del drone, che avviene in appena 15 minuti. Quando la batteria si scarica, il drone ritorna al punto di partenza, come anche quando termina la semina». 

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