Alla vigilia della presentazione delle liste per le elezioni del 7 e 8 giugno, il clima politico diventa incandescente. Il bilancio di previsione 2026-2028 non passa in Consiglio comunale per 7- 6 e la bocciatura,  apre di fatto  una frattura profonda nella maggioranza guidata dal sindaco Massimo Falchi. Per l’opposizione di Uniti per Suni, il voto certifica “la fine della maggioranza e il  primo cittadino si  deve dimettere”. Ai tre voti contrari dell’opposizione si sono aggiunti quelli di quattro consiglieri di maggioranza.

“Quando una maggioranza si sfalda su un atto fondamentale come il bilancio – afferma il capogruppo Pier Tonio Pinna – viene meno il presupposto stesso per governare. Non esistono più i numeri, ma soprattutto non esiste più la fiducia politica”. Sa evidenziare come anche il consigliere di minoranza Emanuele Ruggiu ha votato a favore del bilancio in difformità al suo gruppo. 

I quattro consiglieri dissidenti, Raffaele Colomo, Antonio Sias, Luca Urgu e Giulia Schintu,  in  una lunga nota spiegano le ragioni del loro voto. Denunciano “assenza di confronto politico, mancato coinvolgimento, decisioni prese nelle segrete stanze e un clima deteriorato negli ultimi mesi”. Criticano la gestione delle candidature per il prossimo quinquennio, le riunioni svolte “senza una parte del gruppo” e parlano di “processo partecipativo calpestato”. Il voto contrario, affermano, “non è stato preso a cuor leggero, ma imposto dalle condizioni ambientali createsi”.

Durissima la replica del sindaco Falchi, degli assessori Antonio Falchi, Beatrice Mura, Marina Piras e del consigliere Michele Pischedda. La scelta dei quattro viene definita “un’azione irresponsabile”, compiuta “a pochi giorni dalla chiamata alle urne” e interpretata come “atto di ostilità verso la collettività”. La maggioranza sottolinea le conseguenze della mancata approvazione del bilancio: finanziamenti bloccati, bandi compromessi, lavori pubblici a rischio – dagli impianti sportivi di Fraigada al sagrato dei Santi Cosma e Damiano, fino alle opere di drenaggio delle acque bianche.

Non manca un attacco diretto al vicesindaco Colomo, accusato di incoerenza per aver votato il bilancio in Giunta e averlo poi respinto in Consiglio. Critiche anche all’opposizione, accusata di aver “giocato sulla pelle della comunità”. Il quadro politico appare ormai irrimediabilmente compromesso. Con la maggioranza spaccata, il bilancio bocciato e accuse incrociate sempre più dure, Suni si avvia verso le elezioni in un clima di forte instabilità.

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