Prima due medici per nove ore a settimana. Poi uno solo per 5 ore e adesso niente: porte chiuse. A Solarussa la situazione sanitaria è critica. Da quando la dottoressa Francesca Sanna si è assentata per maternità, i suoi 1.500 pazienti residenti tra Solarussa, Siamaggiore e Zerfaliu si sono ritrovati a dover vivere un incubo.

I sindaci dei tre Comuni hanno deciso quindi di inviare una nota congiunta alla Asl di Oristano per chiedere urgentemente l'attivazione di un Ascot. L'ennesima richiesta, insomma, un nuovo grido di aiuto.

«Il servizio risulta inadeguato rispetto alle esigenze dei tre Comuni - si legge nella nota inviata all'Azienda sanitaria questa mattina - l'idea di aprire il servizio Ascot da subito è stata ritenuta una soluzione parziale e limitata, in considerazione del fatto che le nove ore di apertura settimanale, articolate in due giornate, non hanno mai permesso di smaltire le file dell'utenza».

Poi, ricordano i tre sindaci Tendas, Chelo e Dessì, «uno dei due medici, il dottor Lutzu, si è dimesso e adesso scopriamo che in questa settimana non sarà presente neanche il dottor Ganassi. Il risultato è che durante la settimana l'Ascot resterà chiuso». Arriva poi la richiesta: «Quale soluzione intende attuare l'Asl per garantire un minimo di funzionalità e consentire ai 1.500 cittadini che risiedono nei tre Comuni di poter usufruire del servizio sanitario?».

La Asl, pochi giorni fa, ha fatto sapere di essere al lavoro per la ricerca di un medico. Nei giorni scorsi, per tentare di calmare gli animi, vista la fila chilometrica, a Solarussa sono intervenuti persino i carabinieri. Il sindaco Mario Tendas ha chiesto anche la collaborazione dei barracelli. 

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