Una condanna a sette anni e 8 mesi per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.  La sentenza è arrivata dal Tribunale di Oristano per un artigiano, 43 anni, che aveva cercato di annegare la compagna nella vasca da bagno.

Nella precedente udienza il pm Valerio Bagattini aveva chiesto la condanna a 10 anni dopo aver ricostruito la vicenda,  sostenendo che le dichiarazioni della vittima sono sempre state precise e coerenti. Maltrattamenti ripetuti, offese e calci, in un’occasione l’uomo avrebbe anche stretto un cavetto al collo della donna e poi avrebbe cercato di annegarla nella vasca da bagna immergendole la testa. Riscontri medici e conferme dai risultati delle indagini: i segni visibili sul collo della donna sarebbero compatibili con il tentativo di ucciderla.

Le avvocate di parte civile Anna Lisa Carta (che assiste la donna) e Romina Marongiu (nominata per la tutela della figlioletta) si erano associate alle richieste del pm. Mentre il difensore Gennaro Di Michele aveva cercato di smontare la tesi accusatoria sostenendo che si trattava di una coppia tranquilla e contestando il tentativo di uccidere la donna «la vasca era vuota, i capelli della signora erano asciutti». 

Il collegio dei giudici (presidente Carla Altieri, a latere Chiara Lai e Francesca Falchi) hanno accolto la tesi dell’accusa ed è arrivata la condanna.

La difesa ha annunciato ricorso in Appello, ribadendo inoltre l’eccezione già sollevata in precedenza sulla validità dell’udienza di giugno in cui la parte offesa era stata sentita senza che il difensore fosse presente (aveva presentato un certificato medico). 

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