Santa Giusta, si è chiuso il percorso di partecipazione promosso nell'ambito del Contratto delle zone umide marino-costiere dell'Oristanese
Tante le fragilità emerse tra cui le alterazioni della circolazione idrica e delle dinamiche idrauliche, i fenomeni di erosione e l'arretramento spondalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il confronto ha messo a fuoco le principali fragilità del sistema lagunare: le alterazioni della circolazione idrica e delle dinamiche idrauliche, i fenomeni di erosione e l'arretramento spondale, la progressiva perdita di funzionalità degli ecosistemi e le pressioni legate alle attività antropiche. Si è chiuso giovedì 6 agosto a Santa Giusta il percorso di partecipazione promosso nell'ambito del Contratto delle zone umide marino-costiere dell'Oristanese, coordinato dal Comune di Nurachi in qualità di ente capofila.
L'incontro, ultimo di un ciclo avviato con gli uffici tecnici dei Comuni, ha completato la raccolta delle criticità e delle possibili soluzioni che orienteranno la progettazione dei 3,5 milioni di euro assegnati dall' Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna per il monitoraggio delle acque e il contrasto all'erosione spondale. Attorno al tavolo si sono seduti i sindaci dei Comuni firmatari, numerosi rappresentanti delle categorie della pesca, Legacoop, Confagricoltura, la Provincia di Oristano e il Consorzio di Bonifica, insieme a pescatori, agricoltori e guide turistiche. Le risorse, destinate al Comune di Nurachi, prevedono 2,75 milioni di euro per una rete di monitoraggio della qualità delle acque negli stagni e per piccoli interventi di mitigazione, finalizzati a migliorare la funzionalità ecologica e la sicurezza idraulica del sistema, e 750.000 euro per il contrasto all'erosione delle sponde di stagni e lagune. Gli esiti degli incontri confluiranno ora in documenti operativi a supporto della progettazione degli interventi. La segreteria tecnica del Contratto è guidata dalla Fondazione Medsea.
Le attività rappresentano un passaggio chiave sul fronte dell'adattamento ai cambiamenti climatici e si inseriscono nell'approccio delle Nature-based Solutions: le zone umide regolano i flussi idrici, riducono il rischio di allagamento e proteggono le coste dall'erosione, oltre a contribuire allo stoccaggio del carbonio e alla biodiversità. Renzo Ponti, sindaco di Nurachi, comune capofila del Contratto: «Quando nel 2021 abbiamo sottoscritto il Contratto avevamo davanti alcune evidenze del cambiamento climatico: allora erano segnali, oggi sono un'urgenza che si misura ogni stagione negli stagni e lungo le sponde. Con la fase progettuale che si apre adesso passiamo dalla constatazione del problema alla costruzione delle risposte, e abbiamo scelto di farlo partendo da chi in questi ambienti lavora tutti i giorni».
Il Contratto delle zone umide marino-costiere dell'Oristanese è attivo dal 2021, promosso dalla Fondazione Medsea e sottoscritto dai Comuni di Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta e Terralba, insieme alla Provincia di Oristano, al Consorzio di Bonifica e alla Regione. Il Contratto delle Zone Umide marino-costiere dell’Oristanese è uno strumento volontario di governance partecipata che riunisce istituzioni e territori per la gestione integrata e sostenibile delle zone umide del Golfo di Oristano, allineando politiche e azioni su biodiversità, resilienza climatica e sviluppo locale. Sottoscritto nel 2021 da Comune di Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Nurachi, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta e Terralba, insieme al Consorzio di Bonifica di Oristano, alla Provincia di Oristano e alla Regione, unisce i territori in un impegno condiviso di spesa e attuazione di un Programma di Azioni volto a migliorare governance partecipata e capacity building, stato ecologico dei sistemi idrici, tutela della biodiversità, riqualificazione del paesaggio, sviluppo di una green economy, resilienza al cambiamento climatico e comunicazione ambientale.
