Riola Sardo, 6.400 euro per organizzare un concorso: è polemica
Opposizione all’attacco: «Sperpero di soldi pubblici»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A Riola Sardo c'è un concorso che sta facendo discutere. Il motivo? Le troppe spese sostenute dal Comune. L'oggetto della polemica, rimbalzata anche durante l'ultimo Consiglio comunale, riguarda il concorso per l'assunzione di un istruttore amministrativo e di un istruttore contabile che si è svolto lo scorso 3 marzo in due turni, uno alle 9 e l'altro alle 14. Una selezione che è costata al Comune ben 6.300 euro. Il problema, però, non è la cifra stanziata per affidare la gestione del concorso all'azienda milanese Gi Gruop visti i tanti partecipanti, ma il non aver chiesto il pagamento per la partecipazione, per un totale di 10 euro e 33 centesimi a candidato. Cifra che solitamente serve a coprire i costi amministrativi e organizzativi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per gestire la procedura selettiva. In questo caso, nelle casse comunali sarebbero entrati tremila e 832 euro, visto che i candidati totali sono stati ben 371. E il Comune avrebbe risparmiato importanti risorse. Ma non solo. La prova scritta di pochi giorni fa si è svolta al centro polivalente di Cabras. A costo zero. Nel senso che l'amministrazione cabrarese ha deciso di non chiedere nessuna somma.
"Visto che siamo nella stessa Unione dei Comuni - spiega il primo cittadino di Cabras Andrea Abis - la collaborazione ci deve essere". Le risorse sono state spese per l'organizzazione e gestione della prova scritta. Quindi per l'identificazione dei candidati, la consegna dei fogli protocollo e delle buste per il ritiro degli elaborati.
Una vicenda che non è passata inosservata ai consiglieri di minoranza del Comune di Riola. Il capogruppo Irene Erdas, durante l'assemblea pubblica, ha chiesto al sindaco perché il Comune ha deciso di non far pagare la tassa, in modo da recuperare parte delle spese sostenute. Il primo cittadino Lorenzo Pinna spiega: "Voglio ricordare prima che la legge non obbliga i Comuni a far pagare la tassa, quindi non abbiamo commesso nessun reato. Nel nostro caso è una decisione che ha preso il responsabile finanziario. La parte politica non ha preso parte a questa scelta. Forse la decisione di non far pagare la tassa di dieci euro è stata presa per avere più candidati possibili. A mio avviso, l'importante è aver bandito il concorso, sono due figure necessarie da tempo, e non le risorse spese". Erdas però non molla: “Per noi la partita non è assolutamente chiusa, stiamo parlando di soldi pubblici che in parte potevano essere risparmiati”. Sui prossimi passi però ancora non si sbilancia.
