Oristano, contenzioso tra il Consorzio di bonifica e 22 Comuni: soluzione lontana
Assunto l’impegno di prevedere le risorse necessarie nella prossima variazione al bilancio. Bocciato invece in Aula l’emendamento presentato da CeraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Qualche passo avanti c'è, ma la salvezza ancora è lontana. Per 22 Comuni dell'oristanese non c’è pace. Continua, infatti, il contenzioso con il Consorzio di bonifica che chiede di pagare alle amministrazioni ingenti somme, quelle che la Regione non ha versato nelle casse dell'ente consortile dal 2008 a oggi per la manutenzione dei canali di scolo e delle opere di sicurezza idraulica. Come del resto prevede la legge regionale. Oggi il consigliere regionale Antonio Solinas, presidente della commissione agricoltura, ha convocato un incontro tra una delegazione di sindaci dell’oristanese, il presidente del consorzio e l’assessore al l’agricoltura per discutere del contenzioso.
«È stato chiesto al consorzio di sospendere le cartelle in scadenza il prossimo 10 febbraio - dice Solinas - Nel contempo l’amministrazione regionale verificherà la necessità di una rivisitazione delle norme ed inoltre è stato assunto l’impegno di prevedere le risorse necessarie nella prossima variazione al bilancio prevista per il prossimo mese di marzo. Si è così evitato un contenzioso legale tra le amministrazioni il consorzio».
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Emanuele Cera. «Esprimo profondo rammarico per la bocciatura, da parte della maggioranza di centrosinistra, dell’emendamento da noi presentato all’articolo 4 della legge di stabilità regionale 2026, finalizzato a garantire un adeguato ristoro al Consorzio e, soprattutto, a sollevare i Comuni dal peso delle cartelle esattoriali relative all’utilizzo dei canali consortili come recapito di scarichi».
Cera commenta con queste parole all'esito della votazione in Aula sull’emendamento che prevedeva uno stanziamento straordinario di 5,2 milioni di euro per l’abbattimento dei ruoli consortili riferiti ad annualità pregressa, a carico dei comuni di Arborea, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Mogoro, Narbolia, Nurachi, Oristano, Marrubiu, Milis, Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta, Siamaggiore, Simaxis, Solarussa, Terralba, Uras, Zeddiani e Zerfaliu. «Colpire indirettamente i Comuni – conclude Cera – significa colpire i servizi essenziali ai cittadini e compromettere la sicurezza dei territori rurali. È una scelta politica precisa, di cui il centrosinistra dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità. Da parte nostra continueremo a batterci, dentro e fuori dall’Aula, affinché la Regione riconosca finalmente il proprio ruolo e garantisca risposte concrete ai territori e alle comunità che chiedono solo equità, sicurezza e rispetto».
