Sono preoccupati, ma anche rassegnati. Ora l'unica speranza è che le promesse fatte dalla direttrice generale dell'Asl di Oristano, Grazia Cattina, servano a risolvere i problemi sanitari. I sindaci che giovedì erano presenti all'assemblea pubblica a Milis, indetta dalla prima cittadina del paese Monica Ortu per affrontare le criticità presenti nel territorio, sono intervenuti dopo l'annuncio del trasferimento del servizio di guardia medica da Milis alla Casa di comunità di Tramatza, l'ultima nata del territorio grazie ai fondi del Pnrr della Regione. 

«Ho fatto di tutto per evitare il trasferimento del servizio lontano dal mio paese -  spiega Ortu - ma il passaggio era obbligatorio, così ci hanno riferito. Noi sindaci abbiamo scoperto dell'apertura della nuova struttura a marzo scorso, non siamo mai stati consultati per una pianificazione. Poco poteva fare quindi il Comune. Sono pronta a sostenere la Asl in questo percorso innovativo di assistenza territoriale, nella speranza che tutti i servizi che verranno istituiti all'interno del nuovo edificio siano in grado di rispondere ai problemi dei cittadini».

La nuova casa dovrebbe risolvere anche il problema legato alla mancanza del medico di base. A Milis per due volte alla settimana apre l'Ascot ma i cittadini senza medico sono tantissimi. A Tramatza, come ha spiegato la Cattina, la Casa offrirà una copertura medica alla popolazione del territorio h24, sette giorni su sette, grazie alla collaborazione tra i medici di cure primarie e quelli della guardia medica. Sulla presenza dei medici Asot a Milis però la Cattina ha precisato anche che il servizio non verrà trasferito. Anche i cittadini di Bauladu dovranno recarsi a Tramatza per il servizio di Guardia medica.

Il sindaco Ignazio Zara: «Ora si riuniranno tutti in una sola sede e immagino che le attese saranno maggiori. Il vero problema per noi, però, rimne  mancanza del medico di base: il paese viene servito dall'Asl solo il mercoledì dalle 9 alle 14. Una situazione assurda». Maria Sebastiana Moro, sindaca di Tramatza: «Noi sindaci siamo pronti a supportare l'Asl 5, impegnandoci a trovare soluzioni per facilitare, per esempio, lo spostamento dei pazienti più fragili verso la casa di comunità con un sistema di trasporti adeguato». 

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