Il fascino delle antiche tradizioni si intreccia con l'orgoglio dello sport azzurro. A Busachi è tutto pronto per la Sagra de Su Succu, la celebre manifestazione gastronomica che anche quest'anno regala al pubblico un appuntamento indimenticabile: la rievocazione dell'antico sposalizio busachese.

A vestire i panni degli sposi in abito tradizionale saranno il campione olimpico di canottaggio Stefano Oppo e la moglie Camilla Frigerio, pronti a giurarsi amore secondo i riti di una volta, tra i profumi e le atmosfere del borgo del Barigadu.

Domenica sarà una giornata ricca di eventi: si inizia alle 9,30 con un tour guidato alla scoperta del centro storico. Alle 10.45 l’antico monastero di Collegiu ospiterà la preparazione e dimostrazione delle paste antiche dell’Isola: su filindeu, sas lorighittas, sos culurgiones e su succu.

Alle 15 il centro storico vedrà impegnate le donne busachesi nella preparazione di sos marigisos biancos. Alle 16.15, al centro servizi, sarà possibile assistere alla vestizione di una ragazza con l’abito tradizionale in preparazione di Su presente, la rievocazione dell'antico corteo nuziale durante il quale le donne recavano in dono cibo, dolci e corredi alla casa degli sposi.

Partirà da Collegiu alle 17,30 e sarà seguito dalla rappresentazione dell’antico matrimonio busachese. Ad accompagnare la cerimonia il coro polifonico Santa Usanna.

Turisti e visitatori potranno quindi assistere alla preparazione, seguita dalla degustazione, di su succu, la caratteristica pasta cotta in brodo di care di pecora e vitello, condita con zafferano e formaggio acido. Durante la serata l’esibizione del gruppo folk Busachi bella mia e dei gruppi A ballare e Poesias. Possibile visitare anche la mostra delle opere di Figari.

Annalisa Cocco, presidente dell’associazione Collegiu, spiega: «Siamo arrivati al traguardo dei 25 anni grazie alla collaborazione dei volontari, delle associazioni e del Comune. Da qualche anno abbiamo scelto di chiedere a persone che hanno dato lustro alla Sardegna di interpretare l’antico matrimonio. Quest’anno abbiamo pensato di aprire al mondo dello sport e la scelta è ricaduta sul campione olimpico e la moglie che hanno accolto con favore il nostro invito. Nelle scorse settimane abbiamo preparato 120 chili di pasta con la speranza che arrivi un pubblico sempre più numeroso».

Emozionati i protagonisti. Stefano Oppo spiega: «Conosco questa tradizione da anni e sono molto felice di avere l’opportunità di viverla direttamente. Oggi non vivo più stabilmente in Sardegna, ma la mia terra, le mie radici e le sue tradizioni continuano a essere una parte importante di me. Tornare a Busachi e prendere parte in prima persona a una rievocazione così sentita dalla comunità ha per me un significato particolare. A rendere tutto ancora più speciale è poter vivere questa esperienza insieme a mia moglie. Ci siamo sposati da poco e ritrovarci nuovamente nei panni degli sposi, questa volta attraverso i gesti, gli abiti e le usanze della tradizione busachese, sarà sicuramente emozionante. È un modo per riscoprire qualcosa che appartiene alla storia della mia terra e, allo stesso tempo, per creare un ricordo nuovo che appartenga a entrambi».

Così la moglie Camilla Frigerio: «Per me è un grande onore essere protagonista di questa rievocazione, perché non sono sarda di origine, ma mi piace definirmi ormai un po’ ‘sarda acquisita’. La Sardegna è entrata nella mia vita attraverso Stefano e la sua famiglia, e negli anni ho imparato ad amarla e a sentirla sempre più vicina. Poter rappresentare, insieme a lui, una tradizione così antica e importante per la comunità di Busachi è quindi qualcosa che sento con particolare emozione e gratitudine. E forse è ancora più speciale perché abbiamo appena vissuto il nostro matrimonio: per un giorno avremo l’opportunità di riviverlo, ma attraverso gli usi e i gesti di una tradizione che racconta la storia di questa terra».

Il sindaco Lino Cordella sottolinea: «La sagra è un evento che richiama le nostre tradizioni e la nostra cultura. Ci auguriamo che arrivino molti turisti e che possano apprezzare l’autenticità delle nostre tradizioni».

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