Convalidato l’arresto di Paolo Pinna, il 42enne che ha ucciso il padre con il cacciavite: cure psichiatriche prima del carcere
Per il 42enne il trasferimento in un istituto di pena avverrà solo al termine di un percorso di assistenzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un’udienza sofferta. Paolo Pinna oggi davanti alla giudice delle indagini preliminari ha fatto alcune dichiarazioni in un faccia a faccia complesso e delicato. Al termine la giudice Cristiana Argiolas ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 42enne che giovedì scorso si è scagliato con violenza contro il padre Giuseppe Pinna, senza lasciargli scampo.
Il trasferimento in un istituto di pena (o in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) però avverrà soltanto al termine di un percorso di assistenza psichiatrica.
Paolo Pinna, da tempo in cura al Centro di salute mentale della Asl 5 di Oristano, in questa fase ha bisogno più che mai di un’assistenza continua e adeguata. Già la sera del 9 aprile scorso, dopo che nella casa di via Pischedda era avvenuta la tragedia, il 42enne era apparso provato e sotto choc. Non è chiaro cosa sia accaduto nella stanza quando il padre gli si era avvicinato forse per somministrargli alcuni farmaci. Di certo Paolo Pinna aveva avuto una reazione furiosa finita tragicamente: subito dopo aveva gettato per terra il cacciavite utilizzato per colpire a morte il padre e si era rifugiato nella sua stanza, chiuso in un silenzio carico di sofferenza.
L’udienza è stata completamente blindata. Nulla è trapelato delle dichiarazioni del 42enne, sempre piantonato dalla polizia penitenziaria di Oristano e sempre sotto stretto controllo dei medici.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Macomer, guidati dal capitano Giovan Maria Seu, e dei colleghi del Nucleo investigativo proseguono anche se il quadro è stato chiaro fin da subito.
