Tanti colpi, oltre trenta. Fatali sarebbero stati quelli al torace. L’autopsia conferma quel quadro chiaro già da giovedì pomeriggio quando Giuseppe Pinna è morto dopo l’aggressione furiosa da parte del figlio Paolo.

L’autopsia, effettuata dal medico legale Roberto Demontis, sul corpo del 78enne è andata avanti per oltre cinque ore. Un esame approfondito che ha confermato la violenza di un’aggressione con un cacciavite: colpi all’addome e al petto, quelli che hanno determinato il decesso in pochi minuti sono stati inferti al torace. Presenti anche ferite da difesa sulle braccia.

Adesso saranno eseguiti ulteriori accertamenti mentre la pm Silvia Mascia ha disposto la restituzione della salma ai familiari.

L’abitazione di via Pischedda intanto è sempre sotto sequestro mentre vanno avanti le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Macomer, guidati dal capitano Giovan Maria Seu.

Lunedì dovrebbe tenersi l’udienza di convalida per Pinna, assistito d’ufficio dall’avvocata Federica Largiu.

Domani tutta la comunità di Bosa si ferma per l’ultimo saluto al pensionato, alle 15.30 in Cattedrale i funerali.

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