Bunker, lagune e biodiversità: Arborea si racconta tra storia e natura
L’incontro è previsto per domenica 12 aprilePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un patrimonio nascosto giace silenzioso tra le acque dello stagno di S’Ena Arrubia, tra canneti, aironi e il profilo di una terra strappata alla bonifica. Sono i bunker della Seconda Guerra Mondiale, strutture difensive che si mimetizzano nel paesaggio lagunare come pietre artificiali dimenticate dal tempo. A portarli alla luce, o meglio, a raccontarli nel contesto più ampio di storia, architettura e natura che li circonda, sarà l’iniziativa “Fortificazioni segrete nella laguna tra bunker, fauna e natura selvaggia”, in programma domenica 12 aprile ad Arborea.
L’appuntamento, promosso dal gruppo giovani della sezione Sardegna dell’Istituto Italiano dei Castelli con il patrocinio del Comune di Arborea, prenderà il via alle 10 con ritrovo lungo la strada 28 ovest. Una giornata intera all’aria aperta, tra escursione, approfondimenti e convivialità, aperta a chiunque voglia guardare questo angolo di Sardegna con occhi nuovi.
Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali della presidente della sezione sarda dell’Istituto Italiano dei Castelli, Patricia Olivo e della sindaca di Arborea Manuela Pintus, che ha voluto fortemente questa iniziativa come occasione di valorizzazione del territorio. «Arborea è una città che porta nel suo stesso impianto urbanistico la memoria di un’epoca straordinaria», spiega Pintus, «il nostro obiettivo è far capire ai partecipanti che il paesaggio che attraversiamo non è neutro, ma che ogni elemento, un bunker, un campo bonificato, una torre, è un documento storico che parla. I fortini, in questo caso, distribuiti lungo tutta la costa, rappresentano dei Beni identitari che sono inseriti nel PUC a loro tutela».
Il primo intervento della mattinata sarà affidato alla guida ambientale escursionistica Manuela Fa, che introdurrà i partecipanti al mondo naturalistico dello stagno attraverso il tema “Flora e fauna, sentinelle dello stagno. Proteggere la biodiversità degli ecosistemi acquatici e terrestri”. «Lo stagno di S’Ena Arrubia è uno degli specchi d’acqua più importanti della Sardegna per la sosta e la nidificazione dell’avifauna», racconta Fa, «camminare lungo la laguna significa leggere un ecosistema vivo, dove ogni specie vegetale o animale è un indicatore della salute dell’ambiente. Vorrei che le persone capissero che proteggere questi luoghi non è un lusso, ma una necessità».
Il momento più inedito della giornata sarà, forse, l’approfondimento dell’architetto Giancarlo Sanna, dal titolo “Il bunker, pietra artificiale nel paesaggio. Architettura difensiva nel paesaggio lagunare di Arborea e Oristano”. Un tema che raramente viene affrontato con gli strumenti della storia dell’architettura e che invece Sanna restituirà in tutta la sua complessità. «I bunker possono apparire come brutture, come pietre maledette abbandonate nel paesaggio», afferma l’architetto. «Sono invece manufatti difensivi standardizzati che traducono in forma costruita una precisa logica difensiva e che nel tempo sono stati assorbiti dal paesaggio fino a diventarne parte integrante. Studiarli significa leggere insieme architettura, territorio e memoria, nel punto in cui la difesa si trasforma in traccia e il manufatto diventa paesaggio».
A chiudere il programma degli interventi sarà, poi, l’architetto Roberto Arfeli, con una riflessione su “Dalla citta di Bonifica alla citta di Fondazione. Arborea, l’architettura dei primi cinquant’anni del Novecento”. Una lettura della città che va oltre il folklore della colonizzazione fascista per restituire la complessità urbanistica e architettonica di un insediamento unico in Italia. «Arborea è un caso di studio rarissimo», spiega Arfeli. «Qui si può leggere in modo quasi didattico l’evoluzione dell’architettura italiana del primo Novecento: dal razionalismo al novecentismo, dalle case coloniche ai palazzi pubblici. È una città-museo a cielo aperto e in pochi lo sanno».
La giornata si concluderà con un pranzo presso la Peschiera S’Ena Arrubia, preparato dalla Cooperativa Pescatori di Sant’Andrea, un modo per chiudere il cerchio tra natura, storia e tradizione gastronomica locale, assaggiando il pescato dello stesso stagno che si è imparato ad osservare e rispettare nel corso della mattinata. Un gesto semplice, quasi simbolico, che trasforma un’escursione culturale in qualcosa di più intimo e duraturo. Perché certi luoghi non si capiscono davvero finché non li si assapora, nel senso più letterale del termine.
