Dieci cuccioli abbandonati con chiaro intento di ucciderli. Sono stati trovati l’altra sera nelle campagne di Abbasanta, nei presi del nuraghe Losa. Tutti stretti dentro ad un grande sacco legato con una corda in modo che non avessero la possibilità di scappare ad una morte assurda. Ma il destino ha deciso altro per loro e qualcuno ha sentito i loro lamenti e ha dato l’allarme. Da martedì si trovano in custodia al canile di Ghilarza.

«Ci sono stati portati dal veterinario della Asl che è intervenuto dopo la segnalazione. Ipotizziamo che siano due cucciolate, alcuni sono molto piccoli, altri più grandi e potrebbero avere circa un mese e mezzo. I piccoli erano in fondo al sacco. Tutti fradici, appena sono arrivati in canile abbiamo provveduto ad asciugarli, metterli al caldo e sfamarli. Hanno dormito in un box coibentato, oggi li abbiamo separati in due box distinti, stanno per fortuna tutti bene», racconta Flavia Carta presidente dell’associazione I miei amici – Zampe Sarde che gestisce il canile. Purtroppo, un film già visto, tante, troppe volte. «La situazione peggiora di anno in anno. Gli abbandonati continuano ad aumentare e con essi gli atti di crudeltà. La situazione sta davvero degenerando, la gente non sta bene sul serio e dopo il Covid è peggiorato tutto. Non si ha più pazienza e la cattiveria è tanta», prosegue Carta.

Cucciolate così grandi abbandonate a Ghilarza non ne vedevano da tempo, ma gli abbandoni sono stati tanti anche nel 2025, una cinquantina circa. Tra questi una cucciolata abbandonata nei pressi di Sant’Agostino, trovati da un poliziotto che passava per caso e ha recuperati i cuccioli salvandoli a morte certa. Ma le storie di abbandoni, anche di cani abituati a vivere in casa, ce ne sono tante.  Quale la soluzione? Non ha dubbi Flavia Carta: «L’obbligo delle sterilizzazioni, deve intervenire la politica al riguardo. Il nostro canile opera per volontariato, ma tanti altri lo fanno per business. Se non si sterilizza questo problema continuerà. Io personalmente, quando abbiamo ricevuto un contributo per le sterilizzazioni, ho chiesto a degli allevatori di zona di sterilizzare, mi sono offerta di portare io i cani dal veterinario, ma mi è stato detto di no. È evidente che anche questi nuovi cuccioli abbandonati arrivino dalla campagna».

L’altra faccia della medaglia è data da chi invece ha a cuore la sorte degli amici a quattro zampe e sceglie la via delle adozioni. Tra la Sardegna e la Penisola una cinquantina quelle fatte al canile di Ghilarza nel 2025. A trovare casa tra gli altri è stato Robin. «Abbiamo scoperto che il padrone, residente in un centro molto distante da qui, era morto e sicuramente qualcuno ha preso il cane e l’ha abbandonato in questa zona, ora è stato adottato. Anche Giacomino è il classico cagnolino che era abituato a vivere in casa e anche lui è stato abbandonato.  Lo stesso Toby, ma come loro tanti altri», conclude Flavia Carta.

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