15 novembre 2011 alle 22:20aggiornato il 15 novembre 2011 alle 22:20
Oristano: corso di specializzazione sui reperti del Mediterraneo
Si chiama Nesiotika e proprio in questo nome, che in greco antico significa "studi delle isole", è racchiusa la specificità di quella che altrimenti sarebbe una scuola di specializzazione in Beni archeologici, come tante altre in Italia e nel mondo. Quella che l'università di Sassari sta aprendo in questi giorni nella sede staccata di Oristano, si caratterizza invece per lo studio di reperti rinvenuti o da rinvenire nelle acque circostanti le isole del Mediterraneo. Per la precisione nelle "insulae maris nostri ed externi", cioè nelle isole del Mediterraneo e dei mari ad esso esterni ma collegati dalle antiche rotte, e quindi Mar Nero, Mar Rosso e dell'Atlantico iberico, portoghese e marocchino, quello in cui si snoda l'antica "ruta de las islas". "Il nostro obiettivo è quello di dare vita a un centro di eccellenza partendo dal corso di specializzazione, unico in Italia, di archeologia subacquea e dei paesaggi costieri, attivo già dallo scorso anno", ha spiegato il rettore dell'Ateneo sassarese Attilio Mastino presentando nel pomeriggio i quattro "curricula" che a partire da quest'anno si aggiungono a quello di Archeolgia subacquea. Si tratta di Archeologia preistorica e protostorica, Archeologia classica, Archeologia tardo antica e medievale e Archeologia orientale. Per il primo anno accademico ognuno di questi curricula concentrerà la propria attività didattica e di ricerca sulla Sardegna nel Mediterraneo centrale, su Maiorca e Minorca, Ibiza e Formentera nel Mediterraneo occidentale e su Cipro nel Mediterraneo orientale. I quattro indirizzi sono a numero chiuso: gli studenti non potranno essere più di otto ciascuno dei quattro e arriveranno un po' da tutta Italia, come del resto era già avvenuto per il corso di Archeologia subacquea che aveva richiamato anche allievi stranieri.
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