06 febbraio 2012 alle 08:35aggiornato il 06 febbraio 2012 alle 08:35
Oristano: corruzione, peculato e truffaI carabinieri in cella rispondono al gip
Accuse come macigni per il capitano Renè Biancheri, comandante della compagnia dei Carabinieri di Mogoro e per i marescialli Giuseppe Canu e Mario Arnò anche loro in servizio a Mogoro: peculato, truffa, corruzione e falso.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una storiaccia. In carcere ha trascorso la sua prima notte anche il quarto arrestato, l'investigatore privato Gianmarco Fadda di Ghilarza che oggi alle 9 potrà, se vorrà, rispondere al Gip Annie Cecile Pinello. Alle 11 sarà invece il capitano Biancheri, nella scomoda posizione dell'indagato, lui che era stato sempre dall'altra parte, a spiegare i fatti al magistrato che conduce le indagini. A mettere gli imputati spalle al muro ci sarebbero molte intercettazioni, tanti pedinamenti e il puntuale riscontro delle vendite delle informazioni riservate a investigatori e della falsificazione dei documenti di servizi prestati per riuscire a risalire a tabulati telefonici da cedere ai "clienti". Un giro largo che ha coinvolto a vario titolo anche altri due carabinieri, Francesco Cancedda e Massimiliano Mazzotta (per loro il divieto di dimora), e i titolari e collaboratori di agenzie private Cristian Vacca, Giuseppe Paolo Porcu e Carlo Lombardo.
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