San Francesco di Nuoro, in Ortopedia sospesa la reperibilità notturna per carenza di personale
Il provvedimento con durata fino al 23 agosto: «Impossibilità a garantire consulenze per il Pronto Soccorso e per i reparti, oltre agli interventi in emergenza-urgenza»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Stante la comunicazione del Responsabile dell’Uoc di Ortopedia, a causa della carenza di personale medico, si comunica la sospensione della pronta disponibilità notturna dal 2 luglio al 23 agosto 2026, con conseguente impossibilità a garantire consulenze per il Pronto Soccorso e per i reparti, oltre agli interventi in emergenza-urgenza di pertinenza ortopedica».
È il contenuto della mail interna circolata all’ospedale San Francesco di Nuoro, che certifica una nuova criticità organizzativa nel presidio sanitario.
La sospensione della pronta disponibilità notturna dell’Ortopedia, prevista per circa due mesi, comporterà quindi la non operatività del servizio di consulenza ortopedica durante le ore notturne per il Pronto Soccorso e per i reparti, oltre all’impossibilità di garantire interventi in emergenza-urgenza.
Una decisione che, secondo quanto denuncia Roberto Cappelli, ex assessore alla Sanità ed ex parlamentare, è legata alla carenza di personale medico. Cappelli sottolinea come, mentre la Regione rivendica il raggiungimento dei target Pnrr, la realtà ospedaliera sarebbe ben diversa. L’ex assessore osserva infatti che dal San Francesco arriva una comunicazione interna che evidenzia la sospensione della pronta disponibilità notturna dell’Ortopedia per carenza di personale, con conseguente impossibilità di garantire consulenze per il Pronto Soccorso e per i reparti e interventi in emergenza-urgenza.
Sul tema dei servizi ospedalieri, Cappelli aggiunge anche interrogativi sulla situazione di altri reparti: la Pneumologia. «È interessante, o preoccupante, conoscere la situazione della Pneumologia. È chiedere troppo? Invito la stampa a provarci, io non ci sono riuscito… o non posso», afferma. Per Cappelli la misura non avrebbe natura meramente organizzativa. «Non si tratta di un dettaglio organizzativo, ma di un segnale di allarme sanitario», sostiene, evidenziando il rischio per la tenuta dell’assistenza nelle ore notturne.
