È la Corte d’assise di Nuoro, e non il giudice monocratico, competente a celebrare il processo nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari sul presunto “Fronte legionario sardo”, il gruppo accusato di apologia del fascismo e propaganda di estrema destra.

Il collegio, presieduto da Elena Meloni con giudice a latere Filippo Orani, questa mattina ha infatti rigettato l’eccezione di incompetenza sollevata dalla difesa di Federico Paolo Capra, confermando la propria competenza sul procedimento e la tardività dell'istanza. La Corte si è invece riservata di decidere sulle altre questioni preliminari sollevate dal collegio difensivo, rinviando l’udienza ad ottobre. 

Tra i temi principali affrontati in aula la figura dell’agente sotto copertura del Ros impiegato durante le indagini.

Gli avvocati Margherita Baragliu e Rinaldo Lai hanno sostenuto che occorra accertare se l’operatore abbia agito come agente sotto copertura o, invece, come agente provocatore. Secondo le difese, infatti, il militare si sarebbe presentato al gruppo come un militante di Casa Pound, introducendo per primo nelle conversazioni il tema della violenza politica e accedendo all’intero contenuto delle chat. Se dovesse essere qualificato come agente provocatore, hanno sostenuto i difensori, le prove raccolte dovrebbero essere dichiarate inutilizzabili. 

L’avvocata Baragliu, che assiste Ananio Manca, ha inoltre sollevato un’eccezione di ne bis in idem, evidenziando che il proprio assistito sarebbe già stato giudicato (e assolto dal giudice Valentina Rostellato) in un diverso procedimento relativo all’incendio dell’auto di Augusto Sanna, episodio che coinciderebbe con lo stesso contestato in uno dei capi di imputazione all’attuale processo. L’avvocato Gianluca Sannio ha invece richiamato il provvedimento di archiviazione emesso dal gip di Nuoro il 4 febbraio 2021, sostenendo che, in assenza di una formale riapertura delle indagini, sempre per lo stesso reato, contestato ad Angelo Sulas dovrebbe essere dichiarato il non doversi procedere.

Le difese hanno poi contestato la gestione delle indagini, rilevando che parte dell’attività investigativa sarebbe stata inizialmente iscritta a modello 45 (atti non costituenti notizie di reato) per poi confluire nel procedimento penale, con possibili riflessi sulla compromissione del diritto di difesa. È stata quindi chiesta l’esibizione della documentazione relativa all’impiego dell’agente sotto copertura. Il pubblico ministero Guido Pani ha replicato sostenendo la piena regolarità dell’attività investigativa. Ha ricordato che all’epoca dei fatti non esistevano direttive specifiche della Procura Nazionale antimafia sull’utilizzo degli agenti sotto copertura e che l’attività poteva essere avviata anche su iniziativa della polizia giudiziaria.

Quanto all’iscrizione a modello 45, il pm ha spiegato che si dettavano le modalità finalizzata esclusivamente a tutelare l’identità dell’operatore (tutela attuale e persistente nel futuro), i cui dati non potevano essere inseriti negli atti accessibili alle difese per evidenti ragioni di sicurezza. Ha inoltre evidenziato che tutte le comunicazioni dell’agente sono comunque state integralmente registrate, pur non essendo un adempimento imposto dalla normativa, e che lo stesso figura (col suo nome di copertura) tra i testimoni.

 La Corte ha rigettato la richiesta di esibizione della documentazione relativa al modello 45 e si è riservata di decidere sulle eccezioni riguardanti la figura dell’agente sotto copertura e il principio del ne bis in idem. Imputati a vario titolo Angelo e Niccolò Sulas, 31 e 26 anni, Ananio Manca, 43 anni, Federico Capra, 41 anni, Martino Manca, 37 anni, e Gian Piero Gusinu, 61 anni. Il collegio difensivo è composto da Lorenzo Soro, Gianluca Sannio, Margherita Baragliu, Rinaldo Lai, Angelo Manconi e Angelo Magliocchetti. Luisella Pirisi e Giuseppe Casu sono parte civile. L’inchiesta del Ros aveva delineato un quadro ampio: dall’associazione con finalità eversive e di riorganizzazione del partito fascista (poi riconfigurate in apologia) a incendi, attentati, minacce.

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