Orosei, permessi di soggiorno “facili” e contratti fantasma: smantellata rete di immigrazione clandestina, tre in carcere
Quattro in totale le misure cautelari, indagati anche due impiegati pubblici. Per ogni singola pratica illecita veniva chiesto un compenso fino a 5.200 euroMaxi operazione questa mattina a Orosei, dove i Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, con il supporto di sette pattuglie e di un elicottero, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di quattro persone, gravemente indiziate di aver organizzato un articolato e redditizio sistema finalizzato ad aggirare la normativa italiana sull’immigrazione.
Il provvedimento, emesso dall’Autorità giudiziaria, dispone la custodia cautelare in carcere per tre indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il quarto. A vario titolo vengono contestati i reati di favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegale di cittadini extracomunitari nel territorio nazionale, oltre all’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
L’operazione si è concentrata in via San Francesco, dove i militari hanno eseguito perquisizioni e sequestri. Contestualmente sono stati sequestrati preventivamente due immobili a Orosei e tre conti correnti bancari. I Carabinieri hanno inoltre acquisito ulteriore documentazione ritenuta di particolare interesse investigativo anche negli uffici della Prefettura di Nuoro.
Le indagini
L'operazione scaturisce da un'articolata indagine condotta dai Carabinieri del NOR della Compagnia di Siniscola avviata nell’aprile 2025, che ha permesso di disvelare un vero e proprio "mercimonio" legato al sistema delle pratiche anagrafiche degli immigrati. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero predisposto contratti fittizi di locazione e di comodato d’uso, accompagnati da false dichiarazioni di ospitalità. Un passaggio propedeutico fondamentale per consentire a molti cittadini extracomunitari di ottenere un'iscrizione fittizia all'anagrafe del Comune di Orosei, requisito formale necessario per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno, nonché per pratiche di ricongiungimento di familiari extracomunitari ancora all’estero.
Le indagini hanno accertato finora l’ingresso e la permanenza illegale a Orosei di almeno 26 cittadini originari di Marocco, Tunisia ed Egitto, ma le indagini sono tuttora in corso. Il sodalizio criminale si sarebbe avvalso della connivenza di due proprietari di immobili a Orosei, di un dipendente di un locale CAF e del concorso materiale di alcuni impiegati pubblici, attualmente indagati ma non raggiunti da misure cautelari.
Per ogni richiesta gestita, gli indagati avrebbero richiesto agli extracomunitari un compenso variabile tra i 500 e i 5.200 euro, spartendosi poi il ricavato. E, per far perdere le tracce, i capitali sarebbero stati movimentati in un flusso continuo attraverso due conti correnti bancari e un conto di gioco online sulla piattaforma SISAL.
Le intimidazioni
L'indagine ha consentito non solo di delineare ruoli precisi in capo a ciascun indagato, ma anche di fare luce sul movente di un gravissimo atto intimidatorio (i cui autori materiali restano tuttora ignoti). La grave intimidazione, un ordigno rudimentale esploso sotto la porta di casa nella notte del 7 aprile 2025, sarebbe stata rivolta contro il Responsabile dell’Area Pianificazione Urbanistica e SUAPE del Comune di Orosei, ritenuto "colpevole" di aver segnalato un abuso edilizio in uno degli stabili utilizzati dagli indagati. Un accertamento tecnico che avrebbe determinato la perdita dell'agibilità dell'immobile, compromettendo di fatto la possibilità di utilizzarlo per giustificare le fittizie dichiarazioni di ospitalità.