Due preziosi reperti archeologici, trafugati e battuti all'asta a New York, sono stati recuperati e riportati in Sardegna. Si tratta di una statuina femminile preistorica di pietra alta circa 35 cm e di un bronzetto nuragico frammentario, alto poco più di 8 cm. I reperti, che fanno parte di un più ampio nucleo di 129 manufatti restituiti all'Italia dal District attorney di New York, a seguito di un'importante operazione di cooperazione internazionale finalizzata al contrasto del traffico illecito di beni culturali, sono stati consegnati oggi al Museo archeologico di Nuoro dal luogotenente Mauro Lai, del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari, competente per l'intero territorio della Sardegna, alla presenza della direttrice regionale Musei nazionali Sardegna, Melissa Ricetti.

La statuina femminile appartiene alla tipologia a forma di croce, cosiddetta "cruciforme a placca intera", tipica dell'ultima fase del Neolitico. Le dimensioni notevoli ne fanno uno degli esemplari più grandi finora noti. La scultura, sebbene ricomposta, è sostanzialmente completa, condizione molto rara per questa classe di manufatti.

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Il bronzetto nuragico rappresenta un arciere: l'arco è appoggiato sulla spalla sinistra, mentre la mano destra, oggi mancante, doveva essere sollevata in gesto di saluto. Il reperto è databile tra la fine dell'età del Bronzo e l'inizio dell'età del Ferro.

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L'assegnazione dei due reperti al Museo archeologico nazionale di Nuoro è stata valutata dal Tavolo di lavoro per la destinazione dei beni archeologici rientrati nel territorio nazionale e per la ricognizione dei reperti sequestrati nei musei e luoghi della cultura statali. «La statuina preistorica, per dimensioni e stato di conservazione, si colloca tra le più importanti del patrimonio archeologico sardo; il bronzetto di arciere, con le lunghe trecce che cadono sul petto protetto da una placca, richiama esemplari simili non solo della produzione bronzistica, ma anche della statuaria di Mont'e Prama», spiega il direttore del Museo, Antonio Cosseddu. 

(Unioneonline)

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