Bruciare tonnellate di rifiuti significa liberare nell'aria enormi quantità di sostanze nocive, oltre a generare scorie e ceneri, che devono essere smaltite. Se per la Regione il termovalorizzatore dei rifiuti di Tossilo rappresenta un punto strategico per l'economia, lo stesso non si può dire dal punto di vita ambientale e sanitario. Non basteranno le moderne teconolgie a fugare dubbi e paure che assillano il territorio, visto che il termovalorizzatore di Tossilo, costato alla Regione ben 45 milioni di euro, che brucerà 160 tonnellate di rifiuti al giorno, produrrà anche inconvenienti ambientali e sanitari. Su questo tema si è incentrato l'incontro pubblico, che si è svolto ieri sera nella grande sala del Centro Servizi Culturali, organizzato dall'associazione Nino Carrus e dal Comitato per la tutela della sanità del Marghine, dove vi hanno partecipato tutti i sindaci del territorio.

Si tratta di un incontro che precede la conferenza di servizi che si svolgerà il prossimo 6 luglio, con la partecipazione di tutti gli enti coinvolti, quindi l'avvio concreto, previsto a settembre. «Attorno al termovalorizzatore da tempo è calato un silenzio assordante - dice la presidente dell'associazione Nino Carrus, Rosanna Carboni - Facciamo un appello ai sindaci e cittadini perchè la partecipzione e l'attenzione al problema è una tutela della salute pubblica». Francesco Nieddu, del comitato per la tutela della salute, aggiunge: «Quali sono i rischi reali e quali misure sono messe in campo per contrastare eventuali problemi ambientali e sanitari? Chiediamo più vigilanza e controlli continui».

Mario Zacchino, commissario consorzio industriale di Tossilo: «A settembre finiscono le operazioni di collaudo degli impianti, ad ottobre inizia la gestione in affiancamento, a marzo del prossimo anno è prevista la conclusione tecnica, quindi ad aprile del 2027 l'impianto sarà consegnato alla gestione della Tossilo Spa. Le verifiche sono aperte  e c'è la trasparenza verso il territorio. L'Aia prevede il monitoraggio continuo e l'obbligo di informazione. Il prossimo 6 luglio c'è la riunione programmata, con tutti gli enti coinvolti».

Giancarlo Nonnis, di medicina democratica: «Serve la massima trasparenza e lavorare per il bene dei cittadini". Domenico Scanu, presidente Isde medici per l'ambiente: «Primo criterio di scelta deve essere la salute, quindi occorre cautela e non trionfalismo, con la politica che deve ascoltare la scienza». Giuseppe Ciccolini, presidente della provincia di Nuoro: «La provincia sta applicando criteri molto stringenti e in più occasioni ha imposto correzioni e limitazioni e continuerà a farlo ascoltando anche le osservazioni dei cittadini». È seguito un acceso dibattito. È stato rimarcato che la politica deve procedere con cautela, prendendo in considerazione le osservazioni e le paure della gente. 

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