12 luglio 2014 alle 17:41aggiornato il 12 luglio 2014 alle 17:41
No alle bombe sismiche, Pili (Unidos):"Valanga di firme ma la Regione nicchia"
Secondo il deputato sardo la mancanza del ricorso della Giunta regionale "è la conferma di una lobby politica e affaristica che condiziona le istituzioni".Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una "valanga" di firme per i ricorsi per la campagna #noairgunsardegna lanciata un mese fa da Unidos contro le cosiddette bombe sismiche per la ricerca di petrolio nell'Isola. "Un'opposizione senza precedenti in Italia, 112 ricorsi presentati, migliaia i cittadini che le hanno sottoscritte, associazioni e movimenti politici, tutti i sindaci della costa tra Oristano e Alghero. Vergognosa e scandalosa l'assenza della Regione Sardegna tra i ricorsi presentati". Lo ha detto oggi il deputato sardo Mauro Pili, leader di Unidos secondo il quale la mancanza del ricorso della Giunta regionale "è la conferma di una lobby politica e affaristica che sta condizionando le istituzioni, a partire dal decreto del governo Letta che individuava quell'area per arrivare alla mancata opposizione della Regione". "La mancata presentazione di osservazioni - continua -, come si evince dall'elenco dei ricorsi presentati al Ministero e resi pubblici dal sito della commissione di Valutazione d'impatto ambientale, è un fatto politicamente e istituzionalmente di una gravità inaudita. Una decisione che, se confermata, ma i tempi dei ricorsi sono scaduti da una settimana, sarebbe di fatto il lascia passare della Regione a questo scellerato progetto. E' evidente che si tratta di una linea di continuità con il governo Letta e con la decisione inaudita di concedere alla ricerca petrolifera ben 20.000 kmq di mari sardi". Pili ha annunciato che la campagna "proseguirà con altre iniziative pubbliche, con particolare riferimento al mancato intervento della Regione e soprattutto con la grande mobilitazione del Sociabombing del famoso sito internazionale che ha fatto propria la campagna #noairgunsardegna". In meno di una settimana oltre 648.404 i contatti della campagna "che 'bombardà il presidente del Consiglio dei Ministri con tweet personali per chiedergli di bloccare il progetto".
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