Esperienze drammatiche, tramandate di padre in figlio, storie che restano nella memoria e che raccontano di Auschwitz – Birkenau, il più grande dei campi di concentramento e di sterminio, realizzato, come tanti altri, da parte della Germania nazista per attuare lo sterminio sistematico degli Ebrei d’Europa.

Il Comune di Ploaghe nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio dalle ore 18, presso il salone ex convento dei Cappuccini, ricorda la storia delle vittime. Dalle parole dei figli di Luigi Rizzi e Francesco Murgia, allora giovani militari ploaghesi, si rivivrà la loro esperienza, comune a migliaia di compagni, che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, furono disarmati, catturati e deportati nei campi tedeschi, costretti al lavoro forzato, subendo maltrattamenti, malattie e morte per le durissime condizioni. 

«La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945», ricorda Primo Levi nel suo libro. Ecco che il «27 gennaio» diventa Giornata della memoria, ricorrenza internazionale designata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell'Olocausto. Tutto questo potrà molto lontano nel tempo e soprattutto molto lontano da Ploaghe. Eppure, anche alcuni giovani ploaghesi, allora ventenni nel periodo della guerra, hanno purtroppo vissuto esperienze terribili nei campi nazisti di deportazione e di lavoro. 

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