30 giugno 2010 alle 15:48aggiornato il 30 giugno 2010 alle 15:48
Manovra, proteste nell'Isolacontro i tagli alla sanità
La manovra finanziaria da 25 milioni di euro varata dal Governo non piace ai lavoratori della sanità sarda: questa mattina in tutta la Sardegna si sono svolte manifestazioni di protesta per chiedere che la riorganizzazione dei servizi sanitari non equivalga a una "destrutturazione dell'intero settore sanitario".Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La manifestazione più grande si è svolta con i Sindaci del Sulcis, guidati dal neo presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias, Salvatore Cherchi, davanti all'Assessorato regionale della Sanità. I responsabili degli enti locali hanno manifestato, assieme alle organizzazioni sindacali, per chiedere che la riorganizzazione dei servizi sanitari non presupponga una "destrutturazione del settore sanitario". "Non vogliamo sprechi perché le risorse sono limitate, ma occorre arrestare questo progressivo sfilacciamento e riorganizzare il sistema sanitario che tenga conto delle carenze", hanno sottolineato. A metà mattina l'assessore regionale, Antonello Liori, ha ricevuto una delegazione di manifestanti. A fotografare la situazione sanitaria del Sulcis è stato il presidente Cherchi che ha denunciato una "progressiva contrazione dei servizi erogati ai cittadini sia sul piano qualitativo sia quantitativo, con liste d'attesa lunghissime". i Sindaci si sono detti "disponibili a discutere sul concreto". Fra gli esempi fatti quelli del "doppione" di ortopedia in cui si registra una migrazione passiva che ammonta ad oltre tre milioni di euro contro 1,8 dello scorso anno, ma anche i cinque mesi per avere una protesi". Il presidente Cherchi ed i Sindaci hanno anche denunciato "la carenza dei servizi periferici" e hanno affermato di essere "preoccupati di qualcosa di cui non vediamo un inizio ed una fine". (ANSA). YE8-AR
© Riproduzione riservata