Mafiosi nell’Isola, la Regione fa ricorso al Tar: «Negati gli atti che hanno portato al trasferimento»
La Giunta porta il Ministero della Giustizia davanti al Tribunale amministrativo dopo il blitz dello scorso 5 settembre a UtaLe operazioni di trasferimento dello scorso 5 settembre (Archivio)
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La Regione ha presentato ricorso al Tar contro il Ministero della Giustizia sul trasferimento dei detenuti in regime di 41 bis nell’Isola. La Giunta intende ottenere l’accesso agli atti relativi al procedimento che ha portato in Sardegna decine di mafiosi e terroristi.
La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata dalla Regione lo scorso 4 agosto, ma da via Arenula non hanno dato alcuna risposta. Poi il 5 settembre il blitz, i primi detenuti sono stati trasferiti a Uta senza alcuna comunicazione preventiva «Ne sono venuta a conoscenza solo perché alla Asl 8 è stata richiesta la disponibilità di personale medico», ricorda Todde.
«Di fronte ad un passaggio senza precedenti, rappresentato da una totale mancanza di collaborazione istituzionale, rispondiamo ricorrendo al Tribunale amministrativo per far valere il diritto della Sardegna a conoscere gli atti che hanno condotto alla decisione di trasferire nella nostra Isola un numero così spropositato di detenuti sottoposti al regime speciale, discriminando di fatto la Sardegna rispetto alle altre regioni. Non arretriamo di un passo», dichiara la presidente.
Todde richiama poi tutti i problemi che il trasferimento comporta per il sistema penitenziario e sanitario regionale: «Uta e Bancali già operano oltre la capienza ordinaria e soffrono una grave carenza di organico. A questo si aggiunge la necessità di garantire assistenza sanitaria a detenuti che presentano condizioni cliniche complesse, con un ulteriore carico sul Sistema sanitario regionale, sostenuto dai cittadini sardi, senza che lo Stato preveda alcuna forma di compensazione».
Questo è solo il primo passo, promette la governatrice: «Ho il dovere di difendere le prerogative della nostra autonomia e di tutelare il tessuto sociale ed economico dell’Isola da ogni possibile effetto derivante da decisioni assunte senza coinvolgere il territorio. Non ci fermeremo».
(Unioneonline/L)
