Lotta agli incendi in sei mosse: «Prevenzione fondamentale per evitare una nuova Punta Molentis»
Nel 2025 sono andati in fumo quasi 5mila campi da calcio di boschi e forestePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lotta agli incendi in Sardegna in sei mosse, una proposta rilanciata stamani a Cagliari in un incontro promosso dalla Rete nazionale basta incendi.
Un piano di rimboschimento con specie autoctone in tutte le aree percorse dalle fiamme; l'assunzione di un numero sufficiente di operai per l'attività di rimboschimento, manutenzione e prevenzione; un contratto con società di elicotteri da utilizzare tutto l'anno per il trasporto del personale nei cantieri di rimboschimento, irrorazione d'acqua e riempimento dei serbatoi nelle zone del rimboschimento; affidamento dei servizi aerei di sorveglianza e spegnimento a società pubbliche con personale pubblico; corsi di formazione e di educazione ambientale a partire dalla scuola dell'infanzia alle università; e, infine, realizzazione di un sistema di monitoraggio con sistemi tecnologici di ultima generazione abbinati a stazioni meteorologiche.
«Diversi i vantaggi», spiega la referente sarda della Rete Bianca Locci. «Intanto, la riduzione di CO2 prodotta, l’aumento della capacità di assorbimento della stessa, il ripristino delle sorgenti d'acqua, la protezione del dissesto idrogeologico».
Nel solo 2025 in Sardegna sono andati in fumo quasi 3.800 ettari di boschi e foreste, l’equivalente di circa 5mila campi da calcio: «Siamo tra le regioni più colpite, anche 40 roghi al giorno da nord a sud dell’Isola».
E questa proposta, spiega Locci, potrebbe evitare un nuovo caso Punta Molentis, la spiaggia gioiello distrutta dalle fiamme la scorsa estate. Fondamentale la prevenzione: «Dopo ogni rogo si sente parlare solo di mezzi aerei, Candair, elicotteri intervenuti per spegnere le fiamme. Non si parla mai di prevenzione. E fa rabbia che dopo un incendio, davanti alle montagne e alle valli sfigurate e nere, alla disperazione di chi ha perso ogni cosa, alla sofferenza e alla distruzione di animali e piante, i politici facciano puntualmente promesse che non mantengono, che non si preoccupino di trovare soluzioni, si finisce ogni estate a lacrime e danni ma, insieme al fumo, si dirada l'attenzione che tutto questo dolore meriterebbe, tutto ricomincia e la terra brucia di nuovo insieme alla vita».
(Unioneonline)
