Oltre 8 mila voucher venduti in sei mesi, il 30% in più rispetto allo scorso anno. Sono i numeri forniti dall'Inps Sardegna sui buoni che possono essere usati per il lavoro stagionale od occasionale. Uno strumento sempre più utilizzato, soprattutto con l'arrivo dell'estate, che però secondo i sindacati avrebbe bisogno di maggiori controlli.

IL DATO In poche parole il datore di lavoro che non vuole o non può assumere in pianta stabile nuovo personale, ma ha bisogno di manodopera aggiuntiva, può comprare i voucher, ormai anche in tabaccheria, e assumere un lavoratore per un periodo di tempo limitato. In base alle ore di lavoro, infatti, cambia il valore del buono lavoro (che comprende anche gli oneri fiscali): da un minimo di 10 euro si arriva a quelli da 20 e 50 euro. Questi ultimi sono tra i più richiesti (rispettivamente 4.173 e 4.052), soprattutto nel Cagliaritano (2.375 e 2.150 buoni venduti). Segue la provincia di Carbonia-Iglesias (dove i voucher da 20 euro sono stati 742 e 709 quelli da 50). Molto più contenuti i numeri negli altri territori. I settori e i comparti coinvolti sono stati aumentati nel 2009. «Oggi rientrano un numero di soggetti ampio», spiega il direttore regionale dell'Inps Sardegna, Salvatore Putzolu, «dagli studenti, alle casalinghe e pensionati». Per tutti l'istituto previdenziale stima una crescita del 30% rispetto al 2009. «Questo come conseguenza dell'ampliamento della platea dei destinatari».

AGRICOLTURA La maggior parte delle richieste sono però concentrate nel mondo agricolo dove con la bella stagione iniziano le raccolte. «La crescita delle domande farebbe pensare a una tonicità delle imprese, con più occupazione», precisa Michele Errico, direttore di Coldiretti Sardegna, «in realtà si può presupporre che il meccanismo faccia emergere situazioni prima sommerse». A richiedere lo strumento era stata la Confagricoltura: «Per le aziende è un bene perché snellisce le pratiche burocratiche».

REAZIONI Ma i rappresentanti dei lavoratori avanzano qualche dubbio. «È un bene perché interviene verso i soggetti più deboli ma si deve evitare che venga distorto lo spirito della legge Biagi», dice Mario Medde, leader della Cisl sarda. I voucher non devono cioè essere usati per superare la necessità del contratto stabile. «Serve più controllo perché la diffusione dei voucher dimostra ancora una volta che la crisi e le caratteristiche del mercato del lavoro sardo non favoriscono le assunzioni a tempo indeterminato». Più critico Enzo Costa, segretario della Cgil sarda: «Lo strumento potrebbe favorire il lavoro nero: per la prima volta, ad esempio, vediamo il part time nell'edilizia». Nei cantieri, cioè, gli operai sarebbero assunti per un periodo limitato per poi essere impiegati a tempo pieno e lo stesso avverrebbe con i voucher. «Durante un controllo un datore di lavoro può dire che a fine giornata darà il bonus al lavoratore ed eludere le verifiche». Costa mette in dubbio lo strumento: «Non siamo contrari a priori ma serve più controllo visto che in Italia, come dicono i dati Bankitalia, non c'è la cultura della legalità». Di conseguenza calerà la qualità del lavoro e la sicurezza perché «questi lavoratori non sono soggetti alla formazione».

ANNALISA BERNARDINI
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