Incendi, allarme dei sindacati: «Corpo Forestale sotto organico e con mezzi non rinnovati»
SAFOR, FESAL e UIL: «Situazione molto diversa da quella che viene descritta. Da tempo attendiamo risposte che non arrivano»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«A fronte di dati ufficiali e comunicazioni istituzionali che descrivono un sistema pienamente operativo, riteniamo necessario rappresentare con senso di responsabilità le effettive criticità che interessano il comparto, nella convinzione che la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e della sicurezza delle comunità meriti la massima chiarezza». Inizia così una lunga e dura nota diramata dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale - SAFOR, FESAL e UIL – all’approssimarsi della stagione estiva e del conseguente avvio della Campagna Antincendi 2026.
Le sigle sottolineano innanzitutto problemi relativi al personale: «I numeri ufficiali relativi al personale dichiarato come schierato per la campagna antincendio non sembrano infatti corrispondere alla reale disponibilità operativa sui territori. Una discrasia che rischia di restituire una rappresentazione non aderente alla situazione effettiva delle risorse concretamente impiegabili, proprio in una fase in cui il rischio incendi impone il massimo livello di efficienza, trasparenza e credibilità istituzionale».
«Ad oggi, – viene spiegato - il Corpo Forestale versa in una condizione di forte sofferenza organizzativa dovuta a una persistente carenza di organico, all’età mediamente avanzata del personale in servizio e a prospettive di rafforzamento che, secondo quanto annunciato, prevedrebbero in parte assunzioni a tempo determinato: una soluzione che, pur rappresentando un primo intervento, rischia di non garantire continuità, specializzazione e stabilità operativa in un settore altamente tecnico e strategico per la sicurezza del territorio».
I sindacati ricordano al proposito le numerose vertenze aperte su cui «non può non essere evidenziata la persistente e grave mancanza di risposte» e che riguardano «profili organizzativi, operativi e di valorizzazione delle professionalità che incidono direttamente sulla capacità del CFVA di garantire una presenza efficace sul territorio, una migliore capacità di prevenzione, tempi di risposta più rapidi e un coordinamento più efficiente delle attività istituzionali, in particolare nell’ambito della Campagna Antincendi».
«A fronte delle reiterate richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, si registra invece un atteggiamento dell’Amministrazione che appare pregiudizialmente ostativo al dialogo democratico e alla ricerca di soluzioni condivise su temi di fondamentale rilevanza sindacale, organizzativa e operativa. Un atteggiamento incomprensibile e ingiustificabile proprio perché riferito a problematiche che, se affrontate con tempestività e responsabilità, contribuirebbero a rafforzare l’efficienza complessiva dell’apparato regionale antincendi e la sicurezza dei cittadini».
Ancora, i sindacati lamentano anche il «mancato rinnovo del parco macchine, in particolare i veicoli antincendio».
Per questo vengono paventate «forme di mobilitazione e di lotta consentite dall’ordinamento, anche nelle modalità più incisive, affinché vengano finalmente affrontate e risolte criticità che da troppo tempo attendono risposte. Un’impostazione che non soltanto indebolisce il necessario rapporto di confronto tra istituzioni e rappresentanze dei lavoratori, ma rischia di risultare profondamente offensiva verso le donne e gli uomini del CFVA, ai quali, ancora una volta, verrà richiesto di affrontare una nuova stagione estiva caratterizzata da sacrifici straordinari, elevata esposizione al rischio e gravose responsabilità operative, senza che siano state adeguatamente affrontate criticità strutturali da tempo denunciate».
«Non si può continuare a chiedere spirito di servizio, professionalità e disponibilità assoluta al personale senza riconoscere, con atti concreti, il valore del lavoro svolto e la necessità di garantire condizioni organizzative adeguate, risorse certe e prospettive stabili a chi quotidianamente tutela il patrimonio ambientale e la sicurezza delle comunità».
Infine, concludono i sindacati, «desta forte preoccupazione il crescente squilibrio nell'allocazione delle risorse e nel potenziamento delle strutture regionali a discapito del Corpo Forestale, nonostante quest’ultimo continui a sostenere il peso delle funzioni operative essenziali in materia di incendi boschivi e rurali. La politica regionale sembra, infatti, indirizzare le proprie scelte prevalentemente verso il rafforzamento della capacità di reazione di un apparato pensato principalmente per la gestione delle emergenze nel momento in cui queste si manifestano. Un’impostazione che rischia di privilegiare la sola risposta emergenziale, trascurando invece la centralità della prevenzione quale strumento fondamentale di tutela del territorio».
«La tutela del patrimonio boschivo, ambientale e della sicurezza delle comunità – la chiosa – non può essere affidata a numeri soltanto formali o a misure emergenziali. Servono investimenti strutturali, equilibrio istituzionale e una chiara volontà politica di rafforzare chi, ogni giorno, opera in prima linea non soltanto per spegnere gli incendi, ma soprattutto per prevenirli».
(Unioneonline)
