Il pastore scomparso non si trova:cresce l'angoscia dei compaesani
Salvatore Brodu il pastore scomparso da quattro giorni non si trova: anche un piccolo aereo impegnato nelle ricerche in campagna
I compaesani continuano a perlustrare le campagne alla ricerca del pastore che ha fatto perdere le sue tracce da sabato sera. La preoccupazione dei familiari: «È malato, ha bisogno di cure». La mobilitazione degli amici: una locandina nei bar
Proseguono incessantemente, in tutto il Medio Campidano, le ricerche di Salvatore Brodu, l'allevatore di Desulo, residente a Sardara ormai da 40 anni, scomparso alle 13 di sabato scorso. Ma ormai sono solo gli amici e i parenti a setacciare ogni angolo dell'azienda zootecnica di famiglia, fra le campagne delle terme di Santa Mariaquas, del castello di Monreale, la strada provinciale per San Gavino e per Pabillonis. I carabinieri, la protezione civile, le fiamme gialle e le unità cinofile del soccorso alpino, dopo l'ultimo tentativo di massa dell'altro ieri, hanno abbandonato il campo, con l'impegno di tornare a perlustrare l'area solo nel caso si dovesse verificare qualche indizio.
Non si arrendono, invece, i volontari ed i cacciatori. Anzi, l'esercito della solidarietà si ingrandisce con l'arrivo di altri desulesi residenti nel Campidano e persino ad Iglesias e Carbonia. E con un gruppo di giovani che ha iniziata a percorrere l'isola per divulgare una locandina con la foto dello scomparso e la descrizione di segni particolari. E ieri anche un piccolo aereo da turismo, dell'associazione "La tana del volo" di Siliqua, ha più volte sorvolato l'intera zona. Purtroppo senza speranze.
TRANSUMANZA L'uomo sembra scomparso nel nulla. Inghiottito da quella terra che lui stesso ha amato e curato da quando, nel lontano 1970, aveva seguito il padre Giovanni durante il periodo della transumanza dalla Barbagia al Campidano. E che poi aveva scelto definitivamente come sua residenza, con la moglie e i tre figli, accanto all'abitazione dei genitori. L'ultima a vederlo è stata proprio la mamma Giuseppa. «La notte di venerd», racconta, «ha voluto dormire a casa mia. E con me ha voluto anche pranzare l'indomani. Era sereno. Come sempre. Solo tormentato dall'idea delle cure e di un possibile ricovero. Non voleva lasciare il lavoro. Era troppo attaccato al gregge e a tutta l'attività. Quando l'ho visto scendere nel cortile, senza salutarmi, ho avuto il sospetto che potesse andare da qualche posto. Ho chiamato mia nuora».
LE RICERCHE Le ricerche sono state immediate. «Non capisco», dice la moglie Anna Maria, «come possa essersi allontano così di fretta. Sta male. Ha bisogno di prendere le medicine. Non sopporto l'idea che stia soffrendo e noi nell'impossibilità di aiutarlo. Quello che ci resta da fare è pregare, nella speranza di riabbracciarlo». Intanto si fa sempre più chiara l'ipotesi che l'uomo sia scomparso per sfuggire al ricovero. Magari ritornando a Desulo, il suo paese. «Non può certo andare lontano», dice il figlio Giovanni. «Sta male e in tasca ha solo 120 euro. Ne sono certo, è ancora qui, da qualche parte». Gli inquirenti stanno tentando di chiarire una vicenda che ha ormai assunto i contorni di un giallo.
SANTINA RAVÌ