Il centrosinistra sposa le parlamentarie Sistema che piace dalla base ai dirigenti
Il segretario provinciale di Sel, Francesco Agus, propone ai dirigenti del partito questa nuova sfida.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo le primarie che hanno consacrato Pierluigi Bersani candidato premier per il centrosinistra, la coalizione in Sardegna torna a riunirsi attorno ad un tavolo con lo sguardo rivolto alle prossime scadenze elettorali per il rinnovo del Parlamento dopo la crisi aperta dal Pdl. Le "parlamentarie" proposte dal segretario provinciale di Sel, Francesco Agus, hanno aperto un fronte di discussione interna: Pd, Sel e Api, gli stessi che hanno celebrato le primarie, si dicono pronti a questa nuova sfida per definire le liste da presentare con il Porcellum.
Il contestato sistema elettorale con cui si andrà a votare. "Mercoledì e giovedì ne discuteremo con Bersani e con gli altri segretari regionali - conferma il segretario del Pd sardo, Silvio Lai - poi sabato faremo un passaggio alla direzione regionale di Oristano". La consultazione per la scelta dei candidati alla Camera e al Senato piace anche Michele Piras, coordinatore regionale del Sel, che sposa in toto la linea di Agus: aprire i seggi per gli iscritti all'albo del centrosinistra con la possibilità di scelta tra la scheda di Sel e quella del Pd. Favorevole anche Roberto Capelli, leader dell'Api in Sardegna, che ritorna al tavolo del centrosinistra dopo le primarie che hanno visto Tabacci confrontarsi con gli altri candidati. "Crediamo che ci siano le condizioni per poter fare le parlamentarie - spiega - anche se non può essere una decisione di coalizione e dipende molto dalla dimensione e dalla consistenza dei singoli partiti: concettualmente siamo per le primarie per la scelta di tutti i ruoli politici".
Nel confronto di oggi a Cagliari, nella sede del Pd in via Emilia, si è parlato anche della situazione politica in Sardegna a fronte della crisi aperta a Roma che potrebbe aprire nuovi scenari in Regione, come un riavvicinamento tra il centrosinistra e alcuni partiti che oggi sostengono il governo Cappellacci, Udc e Psd'Az. "Credo che i primi debbano mettersi d'accordo con se stessi, visto che a Roma si stanno schierando contro Berlusconi - sottolinea Lai - Piuttosto trovo irresponsabile una maggioranza che non presenta il bilancio creando un grave danno ai cittadini, alle imprese e agli enti locali". "Mai come prima - sostiene Capelli - le vicende politiche nazionali sono legate a quelle sarde, non solo per la gravità della crisi, ma anche perché le scelte da fare devono essere chiare". Secondo Piras, invece, "occorrerà attendere ancora qui in Sardegna: chi è decisivo infatti - spiega - non ha ancora deciso di staccare la spina". Al tavolo erano presenti i segretari e coordinatori regionali di Pd, Sel, Idv, Api, Rifondazione Comunista, Pdci, Upc, Rossomori e Socialisti.