Prima hanno presidiato la stazione, poi sono andati in corteo sino alla Regione: è scattata ieri a Cagliari la rivolta dei pendolari del Sulcis Iglesiente contro i trasporti pubblici del territorio considerati da terzo mondo. Il Comitato dei lavoratori e degli studenti, circa mille viaggiatori al giorno, assieme alla Provincia di Carbonia Iglesias, ai sindaci e agli amministratori comunali: hanno portato la protesta a casa di Trenitalia nella stazione ferroviaria di Cagliari, con una manifestazione seguita dalla distribuzione di volantini in cui erano elencate tutte le loro richieste.

I DISAGI Un blitz nel capoluogo che non nasce a caso ma che è frutto di mesi, anzi anni, di disagi e disservizi. Ci sono stati periodi (agosto è stato uno di quelli) in cui i pendolari del treno hanno patito uno stillicidio quotidiano di disavventure: corse soppresse senza preavviso, treni in ritardo, convogli inadeguati o privi di climatizzazione. Ed ancora, biglietterie chiuse da mesi (vedasi Carbonia), tempi di percorrenza biblici (di recente 120 minuti per arrivare a Cagliari), contraddittorietà nelle informazioni ricevute. I casi più eclatanti sono stati riassunti in un esposto contro Trenitalia inoltrato alla magistratura.

LA VERTENZA Nell'attesa di sapere come va a finire, il Comitato dei pendolari, il presidente della Provincia Tore Cherchi, l'assessore provinciale Guido Vacca, il commissario prefettizio di Iglesias Antonio Ghiani, il sindaco di Villamassargia Franco Porcu e l'assessore del Comune di Carbonia Marco Fanni, sono saliti ieri su un treno speciale, quello della protesta, contro un sistema dei trasporti pubblici che, fra rotaia e autobus, viene considerato allo sbando. «Ci siamo rivolti alla Regione, a Trenitalia e all'Arst - ha sottolineato Luciano Zara, uno dei referenti del Comitato - perché ciascuno faccia la sua parte per offrire un servizio normale e non fantascientifico». Le rivendicazioni avanzate alla Regione sono sintetizzabili in cinque punti: applicazione del Contratto di servizio con Trenitalia, puntualità, rinnovo del parco mezzi, più corse nelle giornate festive, effettiva integrazione del trasporto ferroviario con quello dei bus urbani, extraurbani e con i traghetti.

LA PROTESTA Quest'ultimo aspetto assume un rilievo particolare dato che a mesi entrerà in funzione la stazione del Centro intermodale di Carbonia, il capolinea unico di treni, pullman e gli altri mezzi di trasporto: «Occorre che si abbia concreto riscontro - ha sottolineato Tore Cherchi - nel nuovo orario ferroviario perché non si può più rinviare la sincronizzazione fra treno e bus». Quanto all'elaborazione dei nuovi orari, la Regione convocherà entro un mese un tavolo tecnico con Trenitalia, Arst, Provincia e pendolari per discutere delle eventuali proposte.

ANDREA SCANO
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