I cerchi nella sabbia del SinisSegreti custoditi dalla Natura
Si tratta di cerchi perfetti, che per Gianni De Falco, esperto di geomorfologia costiera, non possono essere frutto della Natura. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG DI VIDEOLINAPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La potenza delle immagini è racchiusa tutta in quelle forme, allineate con ingegno e maestria. Cerchi scavati nel sale, nella sabbia, nella terra. Tutti in prossimità di punti strategici, di antiche città o antichi insediamenti.
A Mistras, dietro Tharros, a Su Pallosu e più in la, a Marceddì. Francesco Cubeddu, che 19 anni fa li ha visti per la prima volta volando sopra il Sinis con il suo parapendio a motore, suggerisce l’immagine di depositi portuali, di giare enormi interrate e dedicate alla conservazione delle merci.
Un mistero che ancora aspetta di essere svelato. Di certo, secondo Gianni De Falco, ricercatore del Cnr di Oristano ed esperto di geomorfologia costiera, la Natura in questo caso ha avuto solo il compito di custodire e preservare quelle forme, ma non di crearle. "Forme del genere non hanno nessun riscontro in Natura. Non c'è nessun fenomeno geologico naturale che possa essere condotto alla creazione di morfologie di questo tipo", ha detto l'esperto.
Ecco la fotogallery completa (foto Francesco Cubeddu, qui pubblicate per gentile concessione dell'autore)