Galtellì, un delitto con tanti misteridopo l'autopsia sul corpo di Masala
Fitto mistero sul movente. Oggi pomeriggio, alle 18, si svolgono i funerali del custode del campo sportivo alla presenza del sindaco e dell'intero consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria per esprimere la ferma condanna dell'omicidio.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È pieno di misteri l'omicidio di Angelo Masala, il custode del campo sportivo di Galtellì ucciso con due fucilate a pochi passi dagli spogliatoi. La sua immagine di uomo mite e generoso tracciata dagli amici della società di calcio Tuttavista che l'aveva adottato come guardiano assieme agli amministratori comunali stride con la determinazione del killer, entrato in azione intorno alle 23 di sabato quando l'uomo tornava nell'alloggio del campo sportivo, diventato la sua casa.
IL PAESE Sessantatre anni, un passato difficile per la separazione dalla moglie e dalle figlie che vivono a Carbonia e per un errore giudiziario che l'aveva coinvolto nel sequestro di Benigno Brai, avvenuto a Giba negli anni Ottanta, Masala non aveva un lavoro e neppure una casa. Tirava avanti grazie al buon cuore del paese che, non a caso, vive con inquietudine l'omicidio di sabato sera. A Galtellì, oltretutto, l'ultimo delitto risale a oltre vent'anni fa. Perciò, l'amministrazione comunale è decisa a dare un segnale forte di condanna.
IL CONSIGLIO Il sindaco Renzo Soro riunisce il consiglio comunale in seduta straordinaria alle 18 di oggi per partecipare in forma ufficiale ai funerali di Masala. «È un gesto - spiega - che vuole manifestare formalmente la solidarietà istituzionale al povero concittadino vittima dell'agguato, ai suoi familiari e alla comunità, vittima anch'essa di un atto di grave violenza che offende la dignità di tutti i cittadini».
LA VITTIMA Masala viene affrontato sabato sera dal killer armato di un fucile calibro 12. Gli spara da pochi metri di distanza. La prima fucilata lo colpisce alla spalla sinistra. Masala crolla a terra, perde sangue. Un attimo dopo la seconda fucilata, esplosa senza pietà, sempre alla spalla sinistra. Un'esecuzione. L'autopsia, eseguita ieri pomeriggio all'ospedale di Nuoro, conferma la ricostruzione fatta dai carabinieri che, sotto la guida dal colonnello Simone Sorrentino e del capitano Luigi Mereu del reparto operativo provinciale e del comandate della compagnia di Siniscola Andrea Domenici, si occupano delle indagini. Nessuno si accorge dell'agguato benché i vicini sentano le due fucilate. All'alba del giorno dopo la scoperta dell'omicidio e di una verità inquietante: Masala è stato ucciso con ferocia e premeditazione. Nonostante il ritratto ricorrente di «persona buona e generosa» - come lo definisce il sindaco - qualcuno, pieno d'odio, lo ha voluto punire senza pietà.
LE INDAGINI Difficile capire il perché. Le indagini dei carabinieri sono a vasto raggio. Per ora non privilegiano alcuna ipotesi particolare sebbene vengano escluse quelle del furto o della rapina finiti male. Non trova credito neppure l'idea dell'omicidio d'impeto, innescato da un qualche litigio, di fronte al fatto che il killer ha atteso il ritorno di Masala, protetto dal buio e col fucile caricato a pallettoni. Gli inquirenti continuano a sentire molti compaesani per ricostruire al meglio frequentazioni e abitudini della vittima che era solita trascorrere le sue giornate tra il campo sportivo e l'ovile di qualche amico.
MARILENA ORUNESU