Sono iniziate ieri 3 settembre le operazioni di recupero dello yacht “Angiola II”, affondato l’11 agosto nelle acque davanti a Capo Ferro, nel territorio di Arzachena. L’intervento è affidato a tre ditte specializzate del Nord Sardegna, incaricate dall’armatore, impegnate con personale e mezzi tecnici per riportare a galla l’unità e procedere alla successiva rimozione.

Dopo l’affondamento, l’area è stata sottoposta a monitoraggio da parte della Guardia Costiera di La Maddalena, per verificare l’eventuale presenza di fenomeni di inquinamento e prevenire conseguenze per l’ambiente marino.

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Per questi aspetti è stato coinvolto anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le operazioni di recupero sono considerate tecnicamente complesse e richiederanno più fasi. L’obiettivo è arrivare alla completa rimozione dello yacht e al ripristino delle normali condizioni di sicurezza nello specchio acqueo interessato.

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Il recupero dell’“Angiola II” rappresenta quindi il passaggio principale dopo le operazioni di controllo avviate nelle settimane successive al naufragio. Al momento, l’attenzione resta concentrata sull’esecuzione in sicurezza delle manovre e sulla rimozione definitiva dell’imbarcazione dalle acque di Capo Ferro.

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