Santa Teresa Gallura, le scuole accorpate con quelle di Palau
Tramonta l’ipotesi di unione con Arzachena. La sindaca Matta: «Scelta preferibile»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nel complesso riassetto della rete scolastica sarda deciso dal Governo, l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo di Palau a quello di Santa Teresa Gallura appare, secondo l’amministrazione teresina, come la soluzione più solida e sostenibile rispetto all’ipotesi di un’unione con Arzachena.
Una scelta che la sindaca di Santa Teresa Gallura, Nadia Matta, non solo difende ma rivendica come frutto di una valutazione attenta e orientata al futuro.
Nonostante Palau, in accordo con il Comune di Arzachena, avesse indicato come preferibile l’accorpamento con quest’ultimo – ritenuto territorialmente più vicino e già legato da collaborazioni consolidate – la sindaca Matta ha espresso una posizione diversa. «Mi sono opposta a questa ipotesi – ha scritto – perché ritengo che non si debba ragionare solo in termini di “Comune amico”, ma in una prospettiva più ampia e duratura. Continuare a costruire assetti fragili significa condannare scuole, dirigenti, docenti, famiglie e studenti a vivere ogni anno con l’ansia della soppressione».
Alla base della scelta, spiega la prima cittadina, vi è un’analisi oggettiva dei numeri e della sostenibilità nel medio-lungo periodo. «Grazie anche alla presenza degli alunni del Comune di Aglientu all’interno del nostro Istituto Comprensivo, quest’anno Santa Teresa non avrebbe rischiato la perdita dell’autonomia, avendo un numero di iscritti superiore alla soglia minima richiesta. Ma il prossimo anno sarebbe stato lo stesso?», osserva la sindaca.
«Guardando ai numeri in modo oggettivo e alla sostenibilità futura, è apparso più logico che Palau venisse accorpato a Santa Teresa, garantendo così maggiore stabilità per entrambe le comunità scolastiche», sottolinea. Una soluzione che secondo la prima cittadina teresina, pur all’interno di un quadro generale difficile, offre una base di maggiore tranquillità per i prossimi anni. «Non è stata una scelta contro qualcuno, ma a favore di una visione più ampia».
Resta tuttavia netta la contrarietà della sindaca al principio stesso degli accorpamenti imposti dall’alto. «È assurdo che l’autonomia di una scuola possa essere messa in discussione per la mancanza di pochi alunni necessari a raggiungere un numero minimo stabilito a livello nazionale, senza tenere conto delle peculiarità territoriali, delle distanze, della dispersione abitativa e delle difficoltà logistiche che caratterizzano la Sardegna», afferma la sindaca Matta.
