A Santa Teresa Gallura la spiaggia simbolo, sebbene in un inverno piuttosto freddo e piovoso, è tornata al centro del dibattito pubblico. Nella sala consiliare, il 24 febbraio, i riflettori erano puntati su accessi contingentati, numeri 2024-2025 e prospettive future per la tutela di Spiaggia di Rena Bianca, l’arenile che da due stagioni vive sotto il regime del numero chiuso, o “comodo”, come è stato definito dall’amministrazione comunale.

Il tetto resta fissato a mille presenze contemporanee. Una soglia che l’amministrazione difende come argine all’erosione e alla pressione turistica, ma che continua a dividere cittadini e operatori. Nella sala conferenze della stazione marittima che ha ospitato l’evento, tuttavia meno persone del previsto, nonostante i dibattiti e le polemiche social. Tra giugno e settembre 2025 si sono registrati circa 120 mila ingressi complessivi, tra paganti, esenti e concessionari. I ticket staccati sono passati dai 78.790 del 2024 ai 79.315 del 2025. In lieve calo gli esenti, scesi da 27.261 a 26.872. Crescono invece le presenze legate alle concessioni, da 17.614 a 18.389.

A illustrare il report è stato l’assessore al Turismo Fabrizio Scolafurru, che ha rivendicato la scelta del contingentamento come “misura necessaria per garantire qualità ambientale e sicurezza”. Accanto a lui Paolo Faedda, direttore della municipalizzata Silene che gestisce servizi e accessi, con 15 lavoratori addetti, che ha anticipato le novità operative per l’estate prossima. Dal pubblico sono arrivate osservazioni critiche tanto su alcune scelte operate, come quella del ticket quanto sulle concessioni balneari. Tra gli interventi anche quello di Stefano Pisciottu, candidato alle comunali di primavera ed ex sindaco.

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