In attesa del rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio di Porto Rotondo, davanti a una platea di consorziati riuniti questa mattina in assemblea a Olbia, il sindaco Settimo Nizzi è intervenuto per definire le regole del rapporto tra la futura governance del borgo e l'amministrazione comunale.

Richiamando le tensioni che negli anni hanno caratterizzato i rapporti tra Comune e Consorzio, il primo cittadino ha posto alcune condizioni per il futuro. «Abbiamo avuto un periodo tumultuoso, forse perché Porto Rotondo era considerato un califfato: non è così, perciò se c'è il dialogo si va avanti, altrimenti il Comune fa quanto deve fare», ha dichiarato Nizzi, aggiungendo poi un riferimento al suo futuro politico: «Il mio mandato finisce nel giugno 2027 ma non credo che finirà la mia attività politica».

Al centro del confronto c'è anche il contenzioso legato alla gestione di infrastrutture e servizi del borgo. Nizzi ha ricordato come per anni il Comune non abbia potuto intervenire direttamente perché «le aree non erano mai state trasferite al Comune», fino all'arrivo di due sentenze del Tar che, secondo il sindaco, hanno chiarito le modalità di intervento dell'amministrazione: «Oggi sono qui per dire che quelle attività devono essere fatte».

In chiusura del suo intervento, durato circa venti minuti, Nizzi ha poi parlato delle prossime votazioni per il rinnovo del Cda: «Noi sappiamo chi votare in questa assemblea, io non ho dato nessuna delega ai candidati e continuerò a fare come sempre ho fatto, senza figli e figliastri».

In sala anche la famiglia dei fondatori di Porto Rotondo, i Donà dalle Rose, che schiera alcuni candidati per il nuovo Consiglio di amministrazione, in competizione con altri storici consorziati locali, tra cui la famiglia Molinas, proprietaria della marina. Il Consorzio di Porto Rotondo, nato nel 1969, è attualmente presieduto da Leonardo Salvemini, in carica da nove anni e non più eleggibile.

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