Pale eoliche nel mare della Costa Smeralda, lo stop di Meloni non basta
Ripresentato il progetto per 72 torri alte 300 metri. Lai (Pd): «Non sanno governare la transizione». Pittalis (FI): «Non è detto che si realizzino»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo scenario è quello della Costa Smeralda. Mare cristallino, da film per chi vive per il resto dell’anno immerso nei ritmi frenetici di una metropoli. Quando sembrava tutto scongiurato, le 72 pale di Poseidon rispuntano nel progetto ripresentato il giorno dopo Pasquetta dall’Eni. Cioè dallo Stato: c’è tempo trenta giorni, sino al 7 maggio, per opporsi. Insomma, tutto torna come prima: si riprende a parlare di vuoto normativo, della mancanza di uno scudo che l’urbanistica, con l’articolo 3 lettera F dello statuto avrebbe potuto fornire e, soprattutto, delle parole della premier Giorgia Meloni che, in piena campagna referendaria, aveva bocciato l’off shore.
Lo scontro. Da Roma il centrosinistra, con il segretario del Pd Silvio Lai, non le manda a dire: «Non c’è un problema di vuoto normativo, è un problema di coerenza politica. Giorgia Meloni ha costruito consenso dicendo “no all’eolico off shore”, ma i procedimenti autorizzativi vanno avanti esattamente come prima. Il punto è che il Governo non governa la transizione energetica, la subisce: non pianifica le aree, non costruisce una filiera industriale nazionale, non investe sulle infrastrutture di rete e scarica il conflitto sui territori. Così l’eolico offshore non diventa una scelta, meno che meno strategica, ma una corsa disordinata di progetti privati, senza una visione e senza garanzie per i territori. O si decide davvero – e allora si definiscono regole chiare, aree idonee e benefici per le comunità – oppure si continua con le dichiarazioni e si lascia che tutto vada avanti senza controllo».
La maggioranza. Pietro Pittalis, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, è cauto: «Le coste sarde vanno tutelate a prescindere», dice. «La nostra posizione è nota, non mi risulta che la linea del Governo sia cambiata. Ci opporremo ai tentativi di deturpare un paesaggio unico. E poi, presentare un progetto non prevede in automatico che si faccia».
I comitati. Maria Grazia Demontis, portavoce del comitato Gallura, attacca: «Prendiamo atto delle recenti dichiarazioni della presidente Meloni sull’insostenibilità economica di questa tecnologia. Ribadiamo però che a tali affermazioni devono seguire subito atti normativi conseguenti per bloccare le proposte offshore. Non è ammissibile che il Governo riconosca l'insostenibilità di queste opere e poi permetta agli iter di proseguire. La politica deve agire ora per fermare progetti che non garantiscono né produzione, né sicurezza, né esclusione di impatti ecologici e ambientali. Portare avanti il progetto Poseidon, in assenza di garanzie scientifiche e tecniche, rappresenta un suicidio per la nostra terra e il nostro mare».
Il presidio. Polemico anche il Presidio permanente del popolo sardo. Così il portavoce Davide Fadda: «La Pasqua in Sardegna è differente, visto che risorge il progetto di eolico offshore tra Caprera e Tavolara, 72 pale alte 350 metri al largo delle coste più belle del Mediterraneo», argomenta. «L'Eni mette il timbro e le dichiarazioni della presidenza del Consiglio dei ministri, che aveva assicurato un ripensamento sull’eolico in mare, svaniscono per lasciar spazio all'ennesima speculazione».
Il vuoto. Ma allora la colpa dell’assalto di chi è? C’è chi grida al vuoto normativo e chi prova a metterci una pezza. Sempre che basti. Come informa Antonio Solinas (Pd), presidente della Quarta commissione (Industria), la sua con la Quinta commissione (Urbanistica, presieduta dal pentastellato Roberto Li Gioi) sono convocate in seduta congiunta per audire i costituzionalisti Gianmario Demuro, Andrea Deffenu e Giovanni Coinu sulla Pratobello 24, la proposta di legge di iniziativa popolare da 210mila firme tenuta in un cassetto fino ad oggi.
L’incontro si terrà in Consiglio regionale mercoledì 15 aprile alle 16. Sullo sfondo c’è anche un disegno di legge della Giunta a prova di Corte Costituzionale che potrebbe accogliere anche parti della Pratobello 24. Ma servirà o il tempo è già scaduto?
